«Regole inutili, ma impariamo il metodo»

Nicola Santini, maestro di etichetta e galateo aziendale e consulente di professione, organizza per la Kronos Consulting corsi di formazione indirizzati a quanti vogliono esplorare le nuove professioni. A lui chiediamo lumi sulle tecniche aziendali made in Usa.
Santini sia sincero: le pratiche aziendali all'americana sono efficaci?
«La motivazione dei dipendenti è importante, ma spesso chi utilizza queste tecniche se la racconta. Si affida a loro senza farle proprie, senza calarle nel contesto in cui sono applicate».
Non deve essere semplice. In fondo c'entrano poco con le nostre realtà lavorative…
«È vero. Infatti, più che la tecnica in sé, io salverei il metodo. L’approccio all’americana prevede che si analizzino i casi e si vedano i risultati. Ecco, questo pragmatismo in azienda può essere utile».
Ma a volte ha esiti fantozziani…
«In effetti la messa in pratica di modelli aziendali che non ci appartengono produce effetti sconcertanti. Di recente mi è capitato di visitare un'importante azienda. Una volta arrivato, mi hanno chiesto di scegliere dove sedermi e mi hanno indicato una chaise longue o un’enorme poltrona di design a forma di palla attaccata al soffitto con una catena. Mi sono sentito a disagio: chi è quell'italiano che sarebbe disinvolto a lavorare sdraiato su una dormeuse?».
Non è un sintomo di provincialismo la fascinazione per tecniche e terminologie americane in ufficio?
«Direi di sì: il metodo è la cosa veramente importante di queste pratiche e invece troppo spesso ci si accontenta di seguire pedissequamente delle regole che col nostro contesto c'entrano poco».