«Regole snelle per una città bella»

«I progetti? Chioschi ed edicole uguali, unificazione dei lampioni, più verde nei parcheggi aperti»

Assessore Maurizio Cadeo, da nove mesi è il responsabile dell’arredo urbano e del verde milanese. Assessorato di peso e di idee. Ma a Milano per spostare un «panettone» ci vogliono sessanta e più giorni. Non le sembra eccessivo?
«La burocrazia è un mostro che rallenta il processo di rinnovamento. Due mesi per spostare un panettone privato sono davvero troppi, non giustificabili. Sono però sicuro che con l’aiuto dei miei uffici ridurremo i tempi».
Scusi, ma l’amministrazione Moratti ha messo mano alla macchina comunale...
«Infatti, pensi che solo nei miei uffici ci sono cinquecento progetti che l’assessorato valuta prioritari e che ottengono risposta con cadenza settimanale. Ci sono settemila stabili ripuliti dai graffiti, seimila panchine cambiate, l’8 per cento in più di marciapiedi puliti e ancora il lavaggio strade senza spostare le auto.».
Ma c’è una macchina burocratica che rallenta, quasi fosse talebana.
«Chi lavora in Comune deve lavorare per la gente, deve lavorare per la città. La riorganizzazione morattiana è stata più che giustificata. Il problema è che esiste una vecchia burocrazia, irrigidita e incapace di snellirsi. Chi sono? Quelli che persino alcuni consiglieri comunali di sinistra definiscono “nemici del popolo”. Due mesi per un panettone? Nessuno chiede di andare fuori dalle regole, tutti chiediamo di essere più snelli e con un solo l’obiettivo: rendere Milano sempre più bella».
Be’, impresa non facile.
«Niente è mai facile, ma l’aver incorporato nel mio assessorato molte competenze del settore Arredo urbano e di quello Parchi e giardini è - garantisco - assai utile per dare risposte prioritarie ai bisogni dei milanesi e della città».
Rimpastino di funzioni che, assessore, concretamente come si traduce?
«C’è stato prima un lavoro di riorganizzazione delle risorse umane disponibili e poi, ad esempio, la creazione di un “sistema Milano della qualità di dettaglio e di decoro urbano”. Che significa la stesura di un regolamento del decoro della città con indicate senza equivoci quelle che sono le competenze del “progetto di arredo urbano”, i confini dello stesso e, attenzione, i compiti di chi è incaricato di sorvegliarne l’applicazione cui progettisti sia interni che esterni e uffici comunali devono attenersi».
Strumento di lavoro per porre rimedio all’anarchia su strade e piazze.
«Soluzione per sottrarre fattivamente il campo della qualità urbana all’improvvisazione e, quindi, far risaltare l’identità milanese negli spazi pubblici».
Ad esempio, cosa sarà progettato?
«Un sistema di chioschi ed edicole per mettere ordine. Dissuasori di sosta fondati sull’utilizzo del verde. Infrastrutture tecnologiche e telematiche quali gli hot spot e reti wireless in luoghi pubblici. E, ancora, l’introduzione del verde nei parcheggi all’aperto. Iniziative da mettere in campo senza quel peso ingombrante che si chiama burocrazia».