Renata al S. Camillo Bufera sull’assenza del dg Macchitella

Due ospedali, poche decine di metri di distanza, un’unica azienda sanitaria. Ma due spettacoli decisamente differenti per Renata Polverini, candidata del Pdl alla presidenza della Regione Lazio, accolta ieri con calore al Forlanini e con freddezza al San Camillo. Dove si è scatenata la bufera per l’assenza del direttore generale Luigi Macchitella e per limpossibilità a visitare i reparti. «Solo i corridoi - lamenta Polverini - ma noi, purtroppo per loro, l’ospedale già lo conosciamo» Sul caso il senatore Domenico Gramazio, vicepresidente vicario della commissione Sanità di palazzo Madama, che accompagnava la candidata, ha annunciato un’interrogazione al ministro della Salute. Di «polemica strumentale», anzi, addirittura di «falso» parla Macchitella: «Non ho ostacolato minimamente la visita, anzi ho dato tutte le autorizzazioni sia per incontrare il personale in Aula Magna sia fare il giro dell’ospedale - dice il dg del San Camillo -. Perché non l’ho ricevuta? Perché nessuno mi ha avvertito del suo arrivo. Al posto della Polverini mi arrabbierei con il suo staff. Sarei stato ben lieto di accompagnarla nella visita della struttura, infatti stamattina sono arrivato in ospedale molto presto per riceverla. Mi avrebbe fatto molto piacere far vedere i grandi risultati raggiunti in questi quattro anni. Siamo un esempio di buona sanità, un fiore all’occhiello per la Regione». Non condivide né forma né sostanza il senatore del Pdl Andrea Augello, che sostiente di aver «personalmente informato il direttore generale della visita di Renata Polverini al San Camillo. Lo conosco come persona ben educata e sono francamente stupito che non abbia inteso accoglierla personalmente e accompagnarla nel corso della visita. È vero che non gli abbiamo trasmesso un invito formale a farlo, ma è altrettanto innegabile che le elementari norme di cortesia si possono ritenere convenzionalmente implicite. Quanto alle presunte grandi realizzazioni che sarebbero avvenute in questi cinque anni - continua - suppongo che sia meglio lasciare la propaganda ai politici visto che nel contratto del manager del San Camillo non è compresa questa funzione. Presto saranno gli elettori a esprimere un giudizio sulla gestione della sanità del Lazio».
Molto diverso il clima nel vicino Forlanini, del quale Polverini ha promesso che farà di tutto, se eletta, per scongiurare la minacciata chiusura: «Nell’ambito del nuovo piano o di rientro valuteremo come riutilizzare questa struttura».