A renderlo timidino era la balbuzie

A tre anni balbetta ma non parla. La mamma, apprensiva come tutte le mamme, lo porta dal pediatra che garantisce: «Parlerà. Parlerà anche troppo...». Ma resta un bambino silenzioso che apre la bocca solo se ha qualcosa da dire. Non ama gli scherzi e non ne fa, non dà confidenza e non ne cerca. Vive nel suo guscio e frequenta poco i compagni. È permaloso, ha pochi amici. Finite le elementari la mamma maestra lo manda a studiare dai salesiani. Per diventare ancora più buono. Ma lì conosce i primi soprusi. E smette di colpo di balbettare.