Rendiamo grazie a Mozart per i «Vesperae solemnis»

Ci sono imprevisti momenti di fulminea intesa: all'Abbazia di Chiaravalle, ascoltavamo i Vesperae solemnes de Confessore, nella naturale beatitudine con cui Mozart solletica e ricrea la nostra inaspettata innocenza. Avevamo ascoltato le Litaniae Lauretanae in cui Mozart ragazzo in affettuosa complicità aspetta da Maria la benedizione della luce su ogni fantasia del peccato, e Umberto Benedetti Michelangeli dirigendo l'orchestra da camera di Mantova ed il coro Ricercare Ensemble, con Gemma Bertagnolli, la De Liso, Guadagnini e Bettini, ne aveva fatto una cosa grande. E si è alzata la famosa melodia ampia, piena di pace e di bellezza: lodate il Signore, tutti i popoli, ogni gente... Le parole, nella voce soave e nell'intelligenza nitida di Gemma si accendevano di verità. Come rispondere alla fine? I Vesperae continuano, non si può disturbare. Allora, come a un segnale, tutti si sono messi a battere le mani pianissimo: solo per dire almeno grazie, insieme a Mozart.