Rendite finanziarie: Prodi prova a mediare ma la sinistra è divisa

Il capo del governo getta acqua sul fuoco delle polemiche dopo che si è saputo che Palazzo Chigi vuole alzare al 20% le tasse su Bot e rendite finanziarie. <a href="/a.pic1?ID=201079"><strong><font color="#ff6600">Nicolais: &quot;Sono contrario&quot;</font></strong></a>. Russo Spena (Rifondazione) non ci sta: &quot;Il ddl deve essere approvato anche prima della Finanziaria&quot;.<strong><a href="/a.pic1?ID=201071"> Una stangata da 5 miliardi sui risparmiatori</a></strong>.

Reggio Emilia - Il premier cerca di riprendere in mano la situazione dicendo, a chiare lettere, che le decisioni per quanto riguarda la tassazione delle rendite finanziarie le prenderà il governo in modo collegiale. Tradotto dal politichese, il premier cerca di convincersi e convincere tutti che nulla ancora è stato deciso, tutto è possibile, e che le polemiche montate sino ad ora sono una finzione. Il problema, però, è che quando a parlare di certe cose (vedi tassazione sui Bot e rendite finanziarie) è un sottosegretario (Alfiero Grandi), e quando un ministro (Ferrero) gli dà ragione, qualcosa di vero deve esserci.

"Le dichiarazioni estemporanee non valgono nulla. Possono essere fatte liberamente, ma non valgono nulla. Il governo decide, presieduto dal presidente del Consiglio, nella sua collegialità". Ha usato queste parole Prodi, interpellato a Novellara (Reggio Emilia) dai giornalisti a proposito delle polemiche sulla politica fiscale.

Letta: "Nessun cambiamento in vista" A criticare il sottosegretario all’Economia autore della proposta ferragostana è anche Enrico Letta. "Ha sbagliato a sbandierare la tassazione delle rendite finanziarie al 20 per cento", rileva il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Critiche anche per il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, che, dice Letta, "si fa prendere la mano dall’idea dello sciopero fiscale...". Quindi un messaggio per tanquillizzare l’opinione pubblica: "Nessun cambiamento in vista" in materia fiscale. "C’è un proliferare di proposte. E invece l’idea di terremotare la vita degli italiani, che tanto piace a destra e a sinistra, è deleteria. Bisogna attuare le regole che ci sono". E, soprattutto, conclude Letta, "non siamo in campagna elettorale e la prossima Finanziaria sarà di tregua fiscale".

Russo Spena: "Il ddl vada avanti" "Non c’è dubbio sul fatto che il governo decida nella sua collegialità. Ma il sottosegretario Grandi si riferiva a un disegno di legge che è già stato presentato dal governo, in discussione in parlamento, e si riferiva al programma dell’Unione". Lo afferma il capogruppo di Rifondazione Comunista al Senato Giovanni Russo Spena. "Noi pensiamo - prosegue - che quel ddl debba andare avanti ed essere approvato anche prima della Finanziaria. Non si tratta di un aumento delle tasse, che anzi si possono abbassare complessivamente e, nelle stesso momento, portare l’aliquota sul capital gain a livello europeo. Ripeto, non stiamo parlando di aumento delle tasse. Credo che Prodi non debba farsi spaventare dalla propaganda della destra, invece si tratta di abbassare la pressione fiscale, portando l’aliquota sui capital gain al 20%, con l’abbassamento dal 27 al 20% delle imposte sui conti correnti".

Cremaschi (Fiom): "Giusto alzare la tassazione" A sinistra, però, c'è chi pensa che il governo sia in difetto e che la tassazione delle rendite finanziarie sia uno dei punti disattesi del programma dell’Unione, così come anche il superamento dello scalone Maroni e della legge 30: una questione di coerenza del governo. È di questo avviso anche il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi, per il quale "il governo Prodi ha smarrito da tempo il riferimento, il rapporto con chi lo ha votato". Cremaschi è d’accordo ad alzare la tassazione delle rendite finanziarie dal 12,50% al 20%: "Invece di attuarla - precisa - e realizzarla il governo ha elevato l’età pensionabile e ancora mantiene in piedi la legge 30". Insomma, il contrario di quanto previsto nel suo stesso programma, "un programma mi pare evidente ormai diventato carta straccia", conclude Cremaschi.

Bertolini (Fi): "Giusto attuare strategie di difesa" Per l’opposizione parla Isabella Bertolini, vice capogruppo alla Camera di Forza Italia. "Dopo l’annuncio, poi ipocritamente smentito, dell’effettiva volontà del governo Prodi di aumentare le tasse sui titoli", fa sapere in una nota, "attuare strategie di legittima difesa da parte dei cittadini sta diventando una necessità inevitabile. Con un governo del genere non si possono accusare gli italiani se metteranno in campo tattiche lecite per tentare di pagare un pò meno tasse al vampiresco Prodi. Sta diventando per molti una questione di sopravvivenza", conclude la deputata azzurra.