Renzi demolisce il Pd: "Basta con i burocrati"Bersani: "Le sue idee sono usato degli anni '80"

Dopo lo <strong><a href="/interni/gol_renzi_calcio_bersani/30-10-2011/articolo-id=554295-page=0-comments=1" target="_blank">scontro di ieri</a></strong>, ancora tensione tra il rottamatore e il segretario Pd. Bersani: "Nessuna polemica. Io voglio bene a tutti. Ma con le idee di Renzi siamo finiti nei guai in passato". La replica: cambiamo le facce al Pd. Poi Renzi tranquilliza Bersani: "Io segretario? Non ci penso neppure" <strong></strong>

Ma Bersani ha paura di Renzi o di se stesso? Nell'ultima giornata del Big bang dei rottamatori, la tensione tra il sindaco di Firenze e il leader del Pd si acuisce sempre più. Secondo Bersani non c'è nessuna distinzione tra giovani e vecchi, sarebbe assurdo parlarne, perché è normale che saranno i giovani a prendersi il futuro. Le parole di Bersani però non corrispondono ai fatti. Oppure sono proprio quelle di Renzi che al segretario democratico non vanno giù.

Infatti, le idee del rottamatore Bersani le considera "vecchie, da anni '80". "Le idee le vedremo... Dico solo,attenzione a non scambiare per nuove delle idee che sono "Usato degli anni 80’. Con certe idee siamo finiti nei guai. Tutto qua. È una discussione di merito. Queste ricette facili, queste idee troppo semplici ci hanno portato nei guai. Quindi, idee nuove vanno benissimo, ma non scambiamo per idee nuove idee che avevamo già vissuto". Insomma, una bocciatura in piena regola. Ma per Bersani non c'è nessuna polemica con il giovane Renzi

"Non voglio essere tirato per la giacca in nessuna polemica", dice a Napoli il segretario del Pd, a margine della giornata conclusiva di una scuola di formazione per i giovani del sud. "Non c’è nessuna polemica, non silegano le mani a nessuno".

Per Bersani "lo scontro personale con Renzi non esiste, non mi appartiene, non è nel mio stile né nella logica. Io ieri davanti a 2000 giovani del Mezzogiorno, ho sentito il dovere di dire come intendo il ricambio, il cambiamento, in un collettivo".

E se il messaggio non fosse chiaro, Bersani aggiunge: "Io sono amico di tutti, voglio bene a tutti". Anche a Renzi. Dal canto suo, il primo cittadino di Firenze alla stazione Leopolda espone la sua ricetta e evidenzia che nel Pd "c'è un problema di rapporti con le vecchie liturgie di partito e con il centralismo democratico, che andava bene nel '900".

Ma quali sono le idee reputate vecchie da Bersani? Pensioni, lavoro e concezione del futuro politico. "Il centrosinistra non può dividere i lavoratori dagli imprenditori. Non è questo il centrosinistra che vogliamo", dice Renzi. Sul sistema previdenziale: "Se si va in pensione, si va con il sistema contributivo. Non è un massacro sociale chiedere alle persone di lavorare uno o due anni in piu". E poi ancora: "La parola chiave del centrosinistra è giustizia sociale, ma non le garantisce un sistema fermo, conservatore. C’è un egualitarismo che stupra il concetto di uguaglianza. La mia paura è che di fronte al fallimento del governo il centrosinistra non sappia rispondere o replichi senza coraggio e solo con slogan e conservazione".

"Noi reclamiamo il futuro per ciascuno di noi, per i nostri figli con un principio base per cui il futuro non può essere quella cosa su cui si scaricano i problemi. Qui alla Leopolda abbiamo parlato poco di Berlusconi: noi siamo qui per parlare del futuro e lui non è il futuro". Ma soprattutto, l'idea di Renzi che preoccupa maggiormente Bersani è questa: "Bisogna avere il coraggio di dire che in un paese non è normale che cambino tutte le volte i simboli e i nomi dei partiti e rimangano le stesse facce. Abbiamo esaurito, cambiando continuamente i simboli dei partiti, foreste e fattorie. Teniamoci i simboli dei partiti attuali, ma vanno cambiate le facce, la classe dirigente".

Renzi ne ha anche per il governo: "C’è una cosa che non perdono al centrodestra: non è una legge, non è un Lodo, non è una scelta politica,ma è l’idea di aver portato il nostro Paese, nell’immaginario collettivo, ad essere come la sede della volgarità e della banalità. Noi invece rivendichiamo bellezza per il futuro, la bellezza come fattore politico".

Ma alla fine, a rassicurare Bersani ci ha pensato lo stesso sindaco di Firenze che ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di diventare il segretario del Partito democratico. "Non ci penso neppure, vorrei tranquillizzare", ha detto Renzi alla trasmissione Che tempo che fa. Chissà se ora Bersani sarà quantomeno più sereno...