Per Renzi il governo Montiè frutto della "rottamazione"

Il leader dei rottamatori rivendica il merito di aver contribuito al cambio della guardia a Palazzo Chigi. Poi cavalca l'anti Casta: "Paghiamo i politici come i sindaci"

Se c'è una cosa in cui Matteo Renzi è maestro è la comunicazione. Ma non solo. Il sindaco di Firenze ha dimostrato più di una volta di saper cogliere l'attimo giusto. La sua ultima trovata, dopo la rottamazione e il Big-Bang, va nella direzione del contenimento della spesa pubblica, con un taglio drastico ai costi della politica. Renzi non va per il sottile: "Io credo - ha detto all'emittente fiorentina Lady Radio - che i parlamentari dovrebbero essere pagati quanto il sindaco di una grande città, non di più. Io guadagno bene rispetto alla media degli italiani e credo che 4 mila e 300 euro netti al mese sia tanta roba", invece "i parlamentari vengono pagati 15 mila euro netti al mese. E i consiglieri regionali guadagnano il doppio dei sindaci". Difficile che qualcuno, in Italia, non dia ragione a Renzi. Anche se, è facile prevederlo, gli pioveranno addosso accuse di populismo e demagogia.

Renzi poi dopo aver spiegato di considerare il governo Monti "frutto di un’emergenza, di una visione molto saggia del Presidente della Repubblica", ha detto di considerare il nuovo esecutivo come "il certificato di rottamazione per quei politici che non sono stati capaci di fare le cose che potevano fare. Non ha fallito la politica, hanno fallito questi politici". Insomma, Monti è il frutto della rottamazione. Tesi un po' ardita ma, a livello di comunicazione, senza dubbio efficace.

Il sindaco fiorentino è poi tornato sulla recente convention dei rottamatori, alla Stazione Leopolda del capoluogo toscano: "Ha dimostrato che c’è una nuova generazione pronta ad assumersi le responsabilità. È evidente - ha proseguito Renzi - che nella situazione che c’è oggi va cambiato il meccanismo di intervento sulla scena nazionale da parte mia: devo sempre di più mostrare una città che funziona, Firenze, e contemporaneamente devo essere capace di raccontare che dopo il fallimento di questa classe dirigente, dopo la rottamazione di questi politici, non solo io, ma assieme a tanti altri ragazzi siamo nelle condizioni di poter essere classe dirigente per l’Italia che verrà. Il compito che abbiamo - ha aggiunto - è smettere di far associare la parola politica con la parola schifezza". Dunque, ricapitolando, la rottamazione ha partorito un frutto: Mario Monti. Ora i rottamatori vogliono dimostrare di essere all'altezza di ricevere nuovi importanti incarichi, ben oltre la poltrona di sindaco... Ovviamente con lo stesso stipendio.