Renzi rottama i sindacati: "Sono solo pieni di soldi e non tutelano i giovani"

Il sindaco di Firenze attacca i sindacati: "Fatturano centinaia di milioni di euro e non rappresentano i giovani trentenni. Sono la coperta di Linus della sinistra"

I sindacati? Organizzazioni "con un sacco di soldi", che "non riescono, magari non per colpa solo loro, a rappresentare i ragazzi e le ragazze", anche se ricorda che "c'é chi perde il lavoro a 50 anni". E comunque il sindacato resta la "coperta di Linus della sinistra". L'ultima "vittima" del rottamatore Matteo Renzi sono proprio i sindacati. Il primo cittadino di Firenze, intervenuto oggi a "In 1/2 ora" su Rai3 in collegamento con due lavoratori precari, difende la scelta di aver consentito l'apertura dei negozi del centro storico di Firenze il Primo maggio e non lesina stoccate ai sindacati che, ha detto fra l'altro, "fatturano centinaia di milioni di euro" e "rappresentano per il 54% i pensionati che hanno uno spazio. Ma chi ha 30 anni non lo ha".

Non si tratta però, ha spiegato, di un attacco al sindacato in quanto tale: "Quando dico che occorre dimezzare i parlamentari non attacco il Parlamento. Quando dico che oggi sono troppi i cittadini che hanno permessi sindacali non offendo i sindacati. Ma in questo momento storico non si può continuare a considerarlo un totem ideologico, la coperta di Linus della sinistra". "Mettetetivi in gioco, non solo stando in una organizzazione che si è occupata più dei garantiti piuttosto di chi non lo è", ha detto ai due giovani precari in collegamento durante la trasmissione.

Quanto alla polemica dei giorni scorsi con il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, Renzi ha ricordato che sono "tanti i sindaci che hanno dato la possibilità, non ai centri commerciali, ma ai negozi nei centri storici di tenere aperto. Non ho capito perché la polemica solo su Firenze". "Anche se, subito dopo quella polemica - ha poi detto - sono partiti tre scioperi: nel trasporto pubblico, al Mammio musicale fiorentino e al teatro della Pergola. A pensare male si fa peccato, però...". Qualche volta ci si azzecca.