RENZI SPACCA LA SINISTRA

La kermesse dei rottamatori va avanti e spacca la sinistra. Il sindaco di Firenze: "Se il Pd parlasse di problemi concreti e non parlasse soltanto male di Berlusconi in tanti gli darebbero fiducia". Bersani: "I giovani non scalcino". E il sindaco risponde: "Non scalcio, non sono un asino". Anche Vendola lo attacca: "Sei vecchio e di destra". E de Magistris: "Io scasso e ricostruisco"

Firenze - Matteo Renzi ha ricevuto l'accusa più infamante per un giovane del Pd che vuole "rottamare" i dinosauri del partito: "Sei vecchio". Così lo ha apostrofato il leader di Sel Nichi Vendola che ha commentato il "Big Bang", la kermesse della stazione Leopolda di Firenze dove fino a domenica i giovani rampanti del Pd discuteranno di come cambiare il partito e soprattutto delle prossime primarie".

"Considero Renzi una persona molto interessante, molto simpatica, con una cultura politica essenzialmente di destra. - ha spiegato Vendola a Radio24 - Lo considero incapace di porre il tema della fuoriuscita dal disastro che il liberismo, in un trentennio, ha compiuto nel mondo intero e quindi mi sento molto antagonista delle ragioni di Renzi. E invece sento una sensibilità comune a quella di Pierluigi Bersani nella ricerca di quella giustizia sociale che deve essere il cuore di una politica di alternativa. Considero la querelle generazionale inappropriata, una maschera che nasconde le cose. Renzi è molto più giovane di me e di Bersani ma è molto più vecchio culturalmente e politicamente di me e di Bersani. Renzi è vecchio quanto è vecchia la rivoluzione liberista nel mondo".

E a non vedere di buon occhio la candidatura di Renzi ci pensa anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che giura fedeltà al Pd "ufficiale". "Renzi è un sindaco giovane. Lo guardo con interesse e lo rispetto, ma non mi appassiona. Però mi interessa di più quello che accade fuori e avere un rapporto positivo col Pd", ha detto il primo cittadino di Napoli. Che poi si permette pure una battuta sul termine "rottamatore": "Io scasso e ricostruisco". Insomma, se Renzi è il rottamatore, Giggino è il demolitore.

E su Renzi parla anche Bersani che dice: "La distinzione giovani-adulti è una stupidaggine di dimensioni cosmiche. È chiaro che tocca ai giovani, a chi deve toccare? Ma bisogna mettersi a disposizione. Non si può dar l’idea che un giovane per andare avanti deve scalciare, deve insultare". E al segretario risponde lo stesso sindaco di Firenze: "Io non scalcio e non sono un asino e non sono a disposizione di una corrente".

Le polemiche dunque non sono mancate alla Leopolda. Ma la convention va avanti comunque. Renzi ha le idee chiare su come intende il nuovo Pd. "Se il Pd parlasse di problemi concreti, ragionasse di proposte precise e non parlasse soltanto male di Berlusconi, se raccontasse un’idea credibile, io credo che tanti cittadini gli darebbero fiducia. Vogliamo - ha proseguito Renzi - che tanti cittadini votino il Pd perché il Pd che corre solo per partecipare ci ha stancato. Noi siamo per vincere non per partecipare".

Ma a Renzi non interessa tanto la polemica sulle primarie del Pd e tira dritto: "Tutti i giochini sulle primarie li lasciamo agli addetti ai lavori. Noi ragioniamo di cose che possono interessare e servire agli italiani non agli schiacciatasti del Parlamento. Non è un problema di chi candidamo alle primarie - ha proseguito Renzi - ma un problema un pò più ambizioso e più grosso: l’Italia è in crisi e noi abbiamo bisogno di rilanciarla. Basta - ha detto ancora Renzi - con quelli che parlano soltanto male degli avversari. Noi siamo qui tre giorni per raccontare quello che faremmo noi per rimettere in modo l’economia, l’impresa, l’associazionismo, il volontariato, le famiglie. Io non faccio paura, non sono bellino ma mi sembra assurdo che incuta timore. Io credo il Pd dovrebbe avere paura di chi non ha idee, questa sala è un’assemblea di tante persone diverse che di idee ne hanno moltissime la vera sfida sarà riuscire a farle funzionare e a garantirne la concretizzazione".

Intanto alla Leopolda si rivede anche Pippo Civati, il consigliere regionale della Lombardia che aveva lanciato con Renzi la prima convention dei rottamatori, e che poco tempo aveva rotto con il sindaco di Firenze. "Non c'è nessun colpo di scena. Tante persone mi hanno chiesto di venire, non vedo perché non sarei dovuto venire. Bisogna superare le divisioni del passato, le divisioni del partito che non portano da nessuna parte. La partecipazione alle convention è libera. Non ho mai litigato con Matteo Renzi. E' Renzi che ha preso le distanze da me. E questo lo dico senza malizia e senza ironia. Oggi sono alla Leopolda perché molti mi hanno chiesto di venire e trovavo giusto essere presente per partecipare. Bisogna iniziare ad includere le persone, e il Pd questo lo dovrebbe capire meglio. Le divisioni appartengono al passato", ha spiegato Civati.

Altra nota stonata per i "renziani" è l'assenza della leadership del partito. A stigmatizzare il mancato supporto della dirigenza del Pd ci ha pensato il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell'Anci Graziano Del Rio. "Sono stupito più che altro dell’assenza dei dirigenti del Pd, che invece dovrebbero essere qui, ad appuntamenti come questo. Questo non è un evento che divide - assicura Delrio - dobbiamo ringraziare Matteo per questa occasione, perchè non solo non chiede fedeltà, ma innesca una cosa nuova".

Alla Leopolda c'è voglia di aria nuova e lo capisce anche l'ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino che si butta, anche lui, nella mischia dei guastafeste di Bersani annunciando la sua candidatura alle primarie: "Se nessun programma mi convincesse potrei anch’io decidere di aggiungermi".

Il capo gruppo alla Camera Dario Franceschini, pure lui fra i grandi assenti, si è limitato a inviare un messaggio via twitter ai rottamatori: "Dalla Leopolda arrivano energie ed idee che arricchiscono il Pd. Si può non condividerle, ma come si fa ad averne paura, anzichè dire grazie?". Infine su una probabile candidatura di Renzi alle primari del Pd Arturo Parisi è cauto, e lancia la sfida al sindaco di Firenze: "Matteo Renzi, per essere un candidato premier, deve presentare proposte da confrontare in contraddittorio, non solo alzare la mano".