Renzo, il flirt con miss Arenzano e il sogno nel cassetto: «Farò il regista»

Ad Arenzano Umberto Bossi arriva ridendo: «Fatemi vedere delle donne». Lo prendono in parola e lo mettono a sedere fra Claudia e Alessandra, che la sera prima sono state «incoronate» miss Spiaggia e miss Arenzano. Lui se le abbraccia, più tardi dirà al figlio Renzo: «L’hai preso il numero di telefono di quella bella ragazza? Ricordati che le donne non vogliono quelli ricchi, ma quelli un po’ matti». Renzo magari un po’ matto lo è, ma più che altro pare spensierato, chioma di ricci neri su 17 anni portati come fosse il figlio di un altro. Comunque risponde che no, non lo ha preso il numero, epperò si vede che mente. Del resto li avevano visti tutti prima parlottare fra loro, papà Umberto a parlar di politica sul palco e Renzo ammaliato da miss Alessandra. È appena tornato dall’Irlanda e, anche lì, giura ridendo che «no che non l’ho bevuta la Guinnes». Cosa pensa della politica? Che «mi piace ma può aspettare», e che «per ora son contento di esser stato via due settimane, così non so più niente di quello che è successo qui». Ci metterà poco a recuperare, visto che papà Umberto non parla d’altro. Esser figli del leader della Lega Nord significa anche altro. Per esempio «cambiare scuola ogni anno, perché i professori diventano severi fino all’accanimento con me, quelli di sinistra poi non ti dico». Con il padre è affettuoso e attento, Bossi si alza dal tavolo e lui scatta in piedi, Bossi cerca qualcosa con lo sguardo e lui gliela porge in un secondo. ma dev’essere un caratterino. Papà Umberto gli dice che «sei un pirla a voler fare il regista, io non te lo faccio fare», lui risponde «va bene, allora farò il regista mentre studio Economia». Suonava il pianoforte, ha smesso, Bossi s’è infuriato, e allora lui promette: «Riprenderò, va bene, però non non suonerò più la musica classica, a me piace il jazz».