Repetto: «Abbiamo già fatto molto e continueremo su questa strada»

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«La prova più recente che l’apparato pubblico può funzionare in maniera egregia l’ho avuta in occasione della tappa del Giro d’Italia che è salita alla Madonna della Guardia» dichiara, particolarmente compiaciuto, Alessandro Repetto, 67 anni, una laurea in Lettere, già dirigente di banca, deputato dal 1996 al 2001, presidente uscente (e ricandidato, per il centrosinistra) della Provincia di Genova. Sa, Repetto, di aver corso il rischio, ma anche di aver vinto la sfida: accogliere la corsa rosa in Liguria dispiegando la «macchina» dell’amministrazione per garantire la logistica dell’evento.
Gli organizzatori hanno fatto i complimenti, ma qualcuno ha detto che la maglia rosa se l’è messa addosso anche lei, presidente...
«Nella circostanza, i dipendenti della Provincia si sono dati da fare in maniera encomiabile, e il loro lavoro è stato riconosciuto e apprezzato da tutti. Ma voglio sottolineare che questa è la norma di comportamento, in qualsiasi giorno dell’anno. Lo dimostra lo stato delle nostre strade provinciali, 1500 chilometri di percorso su cui abbiamo investito qualcosa come 135 milioni di euro».
Lei lo considera un po’ un fiore all’occhiello.
«Alla viabilità abbiamo dedicato e dedicherò, se sarò riletto, molte energie. È un settore importante che si lega alla necessità di garantire infrastrutture adeguate ed efficienti».
Ci sono altri problemi delicati da risolvere sul territorio.
«Certamente. Ma molto è stato fatto, e la buona amministrazione vuole che si vada avanti nel segno della continuità. Del resto, anche in questa campagna elettorale ho insistito molto sul tema degli strumenti e delle strutture, e quindi della funzione primaria della viabilità e dei trasporti, in quanto obiettivi fondamentali del programma».
Ha parlato spesso dell’esigenza di omogeneità del territorio.
«È l’aspetto, che mi sta molto a cuore, della coesione territoriale fra capoluogo, costa ed entroterra. Voglio proseguire per arrivare alla sua piena attuazione».
La gente, i giovani, chiedono soprattutto occupazione.
«Nel corso del mio mandato abbiamo puntato su quattro elementi, su cui voglio insistere a maggior ragione in futuro: il mare (non solo lo sviluppo della portualità, ma anche tutti i mestieri del mare), la tecnologia avanzata (cioè ricerca, innovazione, valorizzazione anche delle piccole realtà aziendali dell’entroterra), turismo (tramite un’offerta finalmente differenziata che tenga conto delle caratteristiche peculiari dell’entroterra), e banda larga (da mettere in rete con la Regione)».
E i posti di lavoro? E la formazione? Come risponde alle critiche di inefficienza che le ha rivolto l’opposizione?
«Rispondo coi numeri: 7 centri per l’impiego con 16mila nuovi iscritti ogni anno. Oltre la metà delle 60mila persone che utilizzano i servizi per il lavoro della Provincia trova un impiego entro sei mesi. Non basta: 3mila disabili sono stati inseriti nel mondo del lavoro, oltre 400 imprese sono state sostenute con il Progetto ImpresaPiù, 5mila imprese sono diventate clienti del servizio Matchonline per 7mila lavoratori avviati».
La formazione, però, ha bisogno ancora di una messa a punto.
«Abbiamo promosso 408 corsi di formazione, per un totale di circa 4500 partecipanti. Non mi pare poco».
Frequentare è un conto, trovare lavoro è un altro discorso.
«Ma più del 70 per cento dei partecipanti ha trovato lavoro stabile o precario. Inoltre abbiamo realizzato oltre 24mila metri quadrati di nuove scuole, 10 nuovi istituti scolastici, la nuova sede in Darsena dell’Istituto nautico e la prima Accademia italiana della Marina mercantile».
Gli elettori dovrebbero votarla non solo per il passato, ma anche per i progetti da realizzare in futuro.
«Ce ne sono, eccome. Vorrei proseguire nel mio impegno alla presidenza della Provincia per continuare a dare forza allo sviluppo sostenibile, all’integrazione sociale, alla capacità di cogliere i bisogni della gente coniugandoli con l’efficienza amministrativa».
Ci vuole anche una squadra all’altezza della situazione.
«Credo che i miei collaboratori, in particolare gli assessori della giunta provinciale, siano stati all’altezza del compito e delle responsabilità. Ho sempre creduto nel lavoro di squadra, e ritengo di aver trasferito a Palazzo Spinola, ai vari livelli, lo spirito di squadra che ho assimilato e applicato negli anni di lavoro nella Cassa di risparmio di Genova e Imperia, l’attuale Banca Carige, da impiegato fino a dirigente. E ora, con lo stesso spirito, sono pronto a rimboccarmi le maniche e impegnarmi per le nuove sfide che ci stanno di fronte».