Repetto, dimissioni e frecciate: «La politica non si fa via chat»

(...) Perché proprio ad aprile?
«Ad aprile si entra in campagna elettorale e mi pare che sia un aspetto molto logico quello di fare riferimento a queste date. Cercheremo però di chiudere il ciclo nella maniera migliore, senza smobilitare».
Cosa ha detto ai suoi collaboratori e alla giunta?
«Semplice. Signori, ad aprile si chiude. Ho detto in giunta di rapportarsi a questa data, anche se noi stiamo lavorando come se queste scadenze non ci fossero, cerchiamo di portare avanti il nostro lavoro. Questa data è squisitamente amministrativa».
C'è un paradosso. Lei aveva definito il governo Monti «Il governo dei migliori». Proprio quel governo di fatto l'ha esautorata…
«Monti ha solo ratificato quello che tutti vanno dicendo da tempo, è una decisione politica. Monti non c’entra niente. Lui aveva messo sul tappeto altri meccanismi di risparmio ma altri hanno spinto per questa decisione».
Chi nello specifico?
«C'è stato un accanimento di alcuni, come Di Pietro e l'Udc ma non solo. Anche il presidente Burlando ripete da tempo che bisogna abolire le Province. E poi l'opinione pubblica crede che abolendo le Province si risparmi chissà quanto».
E invece non è così?
«Basta leggere la relazione degli uffici. Con l'abolizione delle Province si risparmieranno 60 milioni di euro che nel bilancio dello stato sono una miseria. Basti pensare che il buon Di Pietro ne ha incassati più di 20, spendendone 4, per i rimborsi elettorali. Gli sprechi sono sicuramente da altre parti».
Ovviamente secondo lei la Provincia non è un ente inutile. Cosa perderà la Liguria da questo cambiamento istituzionale?
«Tra un paio di anni ci si accorgerà che le Province servono. Forse bisognava riorganizzarle in maniera diversa ma se si fanno banchetti per eliminarle… Non voglio fare una battaglia contro i mulini a vento. Saranno gli eventi a dimostrare che un ente di secondo livello serve eccome. Se poi riusciranno a costruire qualcosa di simile spendendo meno ben venga».
Come vorrebbe che si chiudesse questo ciclo amministrativo?
«Per prima cosa vorrei dare tranquillità al personale della Provincia e tutelare le loro professionalità. Poi intendo andare avanti con i lavori, in particolare per quanto riguarda l'edilizia scolastica e le strade. E ho anche in mente qualcosa di importante sui temi dell'economia».
In questa sua decisione c’è più rabbia o più amarezza.
«Nessuna delle due. Direi consapevolezza. Nessuno mi costringe, sono consapevole che la politica com’è adesso non è più adatta a me, un po' per l'età un po' per la cultura. E poi ho avuto tante soddisfazione dalla politica».
Quindi è sicuro anche di questo, lascia la politica?
«Non ho nessuna velleità di alcun tipo. Il mio futuro è lontano dalla politica, avanti i giovani. Cambia il mondo e nonostante l'età io sono sempre per il cambiamento».
Sicuro? Lascia davvero?
«Assolutamente si, non mi riconosco più in questa politica. Io non vado a chattare su facebook e nemmeno su twitter. Io vado a stringere mani. Questa politica non fa più per me».
Sembra un riferimento a Vincenzi, Burlando e Pinotti ...Eppure in molti l'avrebbero considerata una risorsa importante nel centrosinistra…
«Esco dalla politica con la massima serenità. Nella vita credo ci voglia la dignità di uscire nel momento in cui si ha ancora la condizione di essere utili».