«Repetto non emette anidride carbonica»

(...) nel lodevole tentativo di manifestare la propria sensibilità ambientale, si è fatto «certificare». Cioè, intendiamoci: mica lui personalmente, ché Repetto è certificato da tempo, fin da quando occupava una poltrona di vertice nell’allora Cassa di risparmio di Genova e Imperia, oggi Banca Carige, e frequentava le stanze ovattate del potere economico-finanziario. Ora invece che frequenta i salotti della politica è inevitabile che gli venga qualche scrupolo: «Oddio, inquino!» è il soprassalto che fa nel letto in piena notte, quando lo assalgono gli incubi. È chiaro che la Margherita, il biancofiore in cui Repetto si riconosce dopo aver abbandonato, per appassimento, l’altro Biancofiore scudocrociato, necessita di aria pura e ambiente immacolato, fragile com’è e prossima a trapiantarsi, sotterrandosi, nel campo dei Democratici. Da qui, forse, le maggiori preoccupazioni del presidente uscente della Provincia che, una volta sveglio, ha deciso di provvedere alla bisogna: «Voglio che la mia campagna elettorale sia all’insegna del protocollo di Kyoto, anche se cerco voti a Busalla!». Detto fatto, l’uscente è entrato in contatto con «AzzeroCo2», società costituita da Legambiente, Ambiente Italia e Kyoto Club, in nome del famoso protocollo che impone (con ben scarsi risultati, a dirla tutta) la drastica riduzione degli elementi inquinanti responsabili dell’effetto serra. Ebbene, Repetto, consapevole dei disastri dell’inquinamento politico e partitico, soprattutto nel campo arato dai centrosinistri, ha chiesto alla società di «quantificare le emissioni di anidride carbonica associate ai trasporti, al consumo di energia e al consumo di carta» della propria campagna elettorale. Risultato: i severissimi certificatori hanno certificato ufficialmente che «Repetto ha un impatto ambientale zero». Renata Oliveri, che pure lo sospettava da tempo, ringrazia e promette di fare la danza della pioggia per non far morire la Margherita.