Repetto: «Se m’indagano, lascio»

«Sui possibili avvisi di garanzia per l’alluvione dell’ottobre scorso a Sestri Ponente è molto facile che questi provvedimenti possano interessare anche la Provincia, che svolge compiti di polizia idraulica, e il presidente. Considererei un provvedimento emesso dai magistrati, dei quali ho la massima stima per l’alto livello professionale, anche un elemento di censura per l’aspetto politico amministrativo. Se ciò dovesse accadere, quindi, sarei non soltanto disponibile, ma doverosamente portato a rimettere il mio mandato, pronto dopo l’approvazione del bilancio di previsione ad assumere eventualmente le decisioni conseguenti».
Dopo il minuto di silenzio per le vittime del Fereggiano, ieri in consiglio provinciale si è iniziato con l’annuncio del presidente Alessandro Repetto, che ha messo le mani avanti sull’indagine della Procura genovese per disastro colposo.
«Il bilancio è praticamente già pronto - ha continuato Repetto - il 16 novembre sarà definitivamente terminato l’iter necessario per l’approvazione. A quel punto, se indagato, presenterei subito le dimissioni. Sulle decisioni della sindaco Vincenzi e sull’operato del Comune per l’alluvione dei giorni scorsi, non voglio dare nessun giudizio».
Tuttavia, già ieri i capigruppo dei partiti che sostengono la giunta hanno fatto capire che le respingeranno. Dando ragione a quello che aveva, in tal senso, accennato l’altro ieri il presidente della regione Burlando, il capogruppo Udc Biagioni, ha invitato la magistratura genovese a «fare autocritica», ricordando le conseguenze negative per la sicurezza della città dell’indagine che, purtroppo, anni fa bloccò i lavori del deviatore del rio Fereggiano, quello che, ha causato i sei morti di venerdì scorso.
Il capogruppo pd Gabriele Gronda ha polemizzato con il presidente della prima commissione Maggi (Pdl) per non aver sospeso e rinviato la riunione di lunedì, giornata di lutto cittadino e con lo stato di allerta 2.
«Riconosco poi grande correttezza e sensibilità del presidente Repetto - ha aggiunto Gronda - tuttavia, per disastri come le alluvioni, le responsabilità non sono stratificate e quindi non si possono imputare agli amministratori che sono arrivati per ultimi».
Anche il capogruppo di Sel Salvatore Fraccavento ha fatto quadrato intorno a Repetto condividendo le opinioni espresse da Gronda.
«Se anche arrivasse un avviso di garanzia al presidente - ha aggiunto il capogruppo dei verdi Angelo Spanò - non credo che si debba dimettere. Invece, occorre pensare alla nuova legge regionale che ha diminuito da dieci a tre metri la distanza minima di edificazione dal greto dei torrenti. Occorre pure ripensare alla gronda che potrebbe avere un impatto nefasto sulla città e sulle colline del ponente genovese».
Il centrodestra, con il capogruppo Pdl Giuseppe Rotunno, ma anche la maggioranza, ha chiesto che si tengano fuori dal patto di stabilità le somme spese per interventi di prevenzione idrogeologica.