Repetto si ricandida nella guerra di religione

Nel giorno in cui Alessandro Repetto si ricandida alla presidenza della Provincia, in consiglio provinciale scoppia la guerra di religione. Tutti contro tutti, dall’abolizione del Concordato alla difesa della legge 194. Così succede che Marco Fallabrini, radicale convinto, prima presenti un’espressione d’opinione a favore della manifestazione di sabato prossimo a difesa della laicità dello Stato e dei diritti delle donne sulla 194, poi voti a favore dell’emendamento alla mozione di Bagnasco (Forza Italia) presentato dal consigliere della Margherita, Vito Vattuone sul mantenimento del Concordato tra Stato e Chiesa, che i Radicali a livello nazionale vorrebbero rivedere. Contrari i tre consiglieri di Rifondazione, astenuto Gualtiero Schiaffino della Margherita. Vota a favore dell’emendamento Vattuone anche il presidente Repetto, che invece prende le distanze dalla manifestazione di sabato alla quale hanno già dato la propria adesione Ds, Sdi, Prc. Scandisce il numero uno di Palazzo Spinola che «la manifestazione di sabato in piazza Matteotti è inopportuna in quanto esacerberà gli animi su un tema in cui ciascuno ha diritto ad esprimersi secondo coscienza». In mezzo allo scontro, Repetto trova anche il tempo di annunciare che il Bilancio, appena approvato dalla giunta e in procinto di essere discusso dal consiglio, mantiene gli stessi investimenti dell’anno scorso.