Repetto tappa la bocca all’opposizione

Buono il sistema, anzi ottimo! Quando il confronto con l’opposizione, ma soprattutto con una parte della maggioranza - quella più radicale -, si fa imbarazzante, la soluzione è semplice: affondare il dibattito, scansare l’ostacolo, mettere il bavaglio al dissenso. E dare un calcio alle regole della democrazia e della buona creanza, in barba al rispetto dei doveri istituzionali. Ha scelto questa strada il presidente della Provincia Alessandro Repetto, che come persona è solitamente mite e riguardoso, ma come politico ha imparato presto (...) (...) a «interpretare» le regole, dovendo guardarsi di fronte, ma soprattutto alle spalle (dove si sistemano di preferenza gli amici di coalizione). Ebbene, ieri, nell'aula del consiglio provinciale dove si doveva discutere sul water front di Renzo Piano, Repetto ha incrociato lo sguardo degli oppositori, pronti a dare battaglia, e contemporaneamente ha soppesato i siluri che gli sarebbero arrivati, da dietro, dalla sua maggioranza, in particolare da Rifondazione comunista. A quel punto, uno come lui, che non è uno sprovveduto - non per niente ha fatto una carriera ultratrentennale e di prestigio in banca, resistendo a fianco di personaggi come Gianni Dagnino e Giovanni Berneschi - ha capito che sarebbe stata dura aprire il dibattito e, quindi, scoprire le carte. Che avrebbero significato, in sostanza: dire «sì» al mega-progetto di ristrutturazione del fronte mare, con alcune eccezioni tipo l'ipotetico nuovo aeroporto «galleggiante».
Ma questo, lo sa benissimo Repetto che è uomo di mondo e si è ricandidato per tempo a succedere a se stesso al vertice di Palazzo Spinola, avrebbe comportato come logica conseguenza il «sì» incondizionato alle infrastrutture - Terzo valico, nodo di Genova, nuovi spazi portuali - che hanno l'effetto del sale sulla coda per i rifondatori comunisti e, più in generale, per la sinistra radicale. Mica, però, si possono contraddire questi indispensabili «grandi elettori». E allora è meglio salvare capra e cavoli, anche a costo di perdere la faccia. Dunque: al termine della relazione introduttiva del presidente della commissione consiliare Agostino Gianelli (Prc), quando tutta l'aula si prepara a dare il via al previsto dibattito e al voto sugli ordini del giorno, l'ineffabile Repetto prende in mano la situazione: «La discussione finisce qui, ci penso io a rappresentare la Provincia al tavolo delle istituzioni». Punto e chiuso. Sconcerto in sala, silenzio assoluto per alcuni istanti. Poi, la perentoria reazione dell'opposizione. Si alza, furibondo, Lorenzo Zito, vicecapogruppo di Forza Italia: «Vergogna! Qui si sta consumando un'autentica farsa, incompatibile con i compiti istituzionali». Non è finita. Zito, sempre più deciso, rincara la dose: «Un presidente che non è in grado di tutelare i diritti della minoranza si deve dimettere. Sul tema del waterfront, Repetto è un presidente delegittimato, senza mandato, e non può rappresentare la posizione dell'intero consiglio provinciale». La spiegazione: «Ancora una volta - insiste il vicecapogruppo azzurro -, Rifondazione Comunista lo ha messo sotto scacco e Repetto, per cercare di salvare una coalizione ormai frantumata, preferisce ritirare l'ordine del giorno da lui stesso proposto, chiudendo ogni possibilità di confronto e di dialogo con il consiglio e con l'opposizione». Zito conclude in crescendo: «Aver impedito ai consiglieri di poter svolgere il proprio ruolo istituzionale, evitando il dibattito previsto e concordato sul waterfront a causa delle difficoltà e delle contraddizioni all'interno della maggioranza, ha rappresentato una delle pagine più buie del consiglio provinciale e una vergognosa presa in giro che non tutela, anzi calpesta i diritti della minoranza e di cui il presidente Repetto deve assumersi le gravissime responsabilità morali e politiche».
Una censura particolarmente pesante arriva anche da Renata Oliveri, candidata della Casa delle libertà alla presidenza della Provincia: «Sicuramente non da oggi questo Comune e questa Provincia hanno una certa responsabilità politica, quella di non aver saputo esprimere una posizione sull'unica visione veramente strategica per l'area genovese e il suo porto, l'affresco di Piano. Fino a ieri - aggiunge l'ex assessore regionale - il presidente Repetto si è rifiutato di prendere parte al Comitato portuale convocato su questi temi, accampando la giustificazione della necessità di attendere gli orientamenti del Consiglio Provinciale. Ma ora lo stesso Repetto ha di fatto impedito che il consiglio provinciale discutesse l'ordine del giorno predisposto dalla competente commissione, avocando a sé la responsabilità di esprimere la posizione della Provincia, certo per coprire gli evidenti dissensi all'interno della sua maggioranza». Il giudizio di Renata Oliveri è impietoso: «Peggio di Prodi, Repetto pretende di interpretare la volontà non solo della maggioranza, ma anche dell'opposizione! Quale valore avrà domani la posizione di Repetto nel Comitato Portuale?». Un problema secondario, evidentemente, per il presidente della Provincia: gli importa di più la rielezione a Palazzo.