La replica/ 2 La Capello, Iride-Enia e le «Cappellate»

In merito alle consueti tentativi di denigrazione che il Giornale mi riserva, quindi confortandomi sempre nella mia azione politica, mi occorre far presente della mia assoluta e piena consapevolezza della natura problematica degli emendamenti presentato e che appunto li motivano.
Emendamento peraltro, per le stesse ragioni, valutato con referenti nazionali del partito, quindi valutato e accolto da capogruppo comunale IdV, esponenti di maggioranza compresa la stessa Sindaco. Se lo stesso fosse accoglibile o meno era poi cura degli uffici competenti, a noi interessava porre condizioni vincolanti circa garanzie di controllo pubblico, le quali se non realizzabili in via prioritaria avrebbero motivato la nostra contrarietà alla delibera (come avvenuto a Torino). Quindi se la condizione non è realizzabile allora bene che il processo di fusione Iride-Enìa sia, anche solo tecnicamente, messo in discussione. Prima la tutela di interessi pubblici di cittadinanza (controllo pubblico) poi, eventualmente, le operazioni finanziarie-industriali sui beni comuni.
Se «cappellata» c'è stata non è stata certo della sottoscritta visti anche gli obiettivi da noi già in precedenza dichiarati e condivisi con il Forum Acqua Pubblica:
Mercoledì 08/04/2009 «L'Italia dei Valori», ha proseguito Orlando, «ribadisce che, in attesa della legge, diventa condizione irrinunciabile per il partito che negli statuti delle società che gestiscono l'acqua la quota spettante ai poteri pubblici sia formalmente prevista come maggioritaria. L'acqua è un diritto che va garantito a tutti». Mercoledì 08 Aprile Forum Acqua «Da parte dell'IdV si è proposto d'inserire nello statuto della nuova società (post-aggregazione) una modifica che prevede l'obbligo di mantenere la maggioranza pubblica delle quote societarie, vincolo senza il quale l'IdV si è impegnato ad opporsi alla fusione Iride-Enìa. Tale modifica, per quanto insufficiente rispetto alla battaglia complessiva da mettere in campo, potrebbe costituire un buon granello di sabbia da inserire negli ingranaggi della fusione Iride-Enia, poiché, se la modifica venisse accolta, comporterebbe la necessità di farla riapprovare in tutti i Consigli Comunali interessati e di fatto costituirebbe un primo stop alla fusione stessa».
Giovedi 30 aprile 09: acqua; Orlando (Idv): bloccare fusione Iride-Enia. Roma - 30.04.2009 – l’On. Leoluca Orlando, Portavoce dell’Italia dei Valori e l’On. Domenico Scilipoti, quale relatore della proposta di legge d’iniziativa popolare Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico, hanno formalmente invitato le amministrazioni comunali di Torino e di Genova a fermare il processo di fusione fra le società Iride ed Enia. «Le difformità delle deliberazioni adottate dai consigli comunali di Torino e Genova, in ordine alla inderogabile maggioranza pubblica del capitale sociale, e la mancanza delle necessarie deliberazioni ad opera degli altri 58 consigli comunali interessati, impongono lo stop alla fusione. In questo momento vanno quantomeno evitati possibili contenziosi di natura politica, giuridica e istituzionale. L’acqua, bene comune, è un diritto - dichiarano categoricamente gli On.li Orlando e Scilipoti - si blocchi la fusione»!.
Saluti.
*assessore provinciale

Istruzione

Gentile assessore, forse non ha letto bene il nostro articolo fermandosi al titolo. Nessuno, infatti, ha accusato lei di aver sbagliato nella stesura dell’emendamento. Tutt’altro, abbiamo scritto che l’«errore» è stato fatto da Vincenzi e suoi colleghi di maggioranza che quell’emendamento l’hanno sostenuto. Poi, se i nostri articoli la stimolano così tanto nella sua azione politica, più che una rettifica ci aspettiamo un ringraziamento.