La replica Indipendente ma non «traditore»

Caro Direttore, con riferimento all'articolo apparso sul Giornale in data 22/10 a firma di DPist e nel quale si commentavano le mie dimissioni dal gruppo consiliare del Pdl, intendo precisare quanto segue.
Riferendo delle motivazioni che mi hanno indotto a tale passo, da me affidate ad un comunicato stampa, l'articolista ha stranamente omesso di ricordare che nel 2007 mi ero candidato come indipendente nelle file di Forza Italia che, assieme ad altre forze politiche, sosteneva la candidatura a sindaco di Enrico Musso, quello che per espresse ammissioni dell'on. Berlusconi e dell'on. Scajola era, con Renata Oliveri, «il nostro campione». Mi pare, ma forse sbaglio, che da allora molta acqua sia passata sotto i ponti!
Vorrei poi ricordare allo stesso articolista, che afferma che «esponenti eletti con voti del Pdl sputano sul Pdl», che nel 2007 il Pdl neppure era stato concepito e il «predellino» neppure forgiato in officina!
Appare dunque sorprendente che io abbia tradito (ma vedremo che così non è) gli elettori del Pdl, quando Tu stesso, in un fondo che avevo molto apprezzato, avevi dato atto a Lorenzo Zito, eletto consigliere provinciale nelle file di Forza Italia, della sua coerenza, non avendo aderito al Pdl.
I fatti a volte sfuggono, a volte no!
Venendo al merito dell'articolo, fui dunque eletto come indipendente nelle liste di Forza Italia della quale, nel mio comunicato, rimpiango la coerenza e lo spirito liberale e successivamente aderii al gruppo consiliare del Pdl (ma mai al partito) ritenendo in allora inutili i frazionismi, pur non condividendo l'impostazione di base, in quanto avrei preferito si fosse addivenuti ad una federazione dei partiti di centro-destra.
I successivi eventi mi hanno, purtroppo, dato ragione! Certamente i terremoti politici sono un'altra cosa e il popolo di Berlusconi riuscirà a sopravvivere facendosi una ragione della mia uscita dal gruppo consiliare.
È altrettanto certo però che in oltre tre anni di mandato ho perso una sola seduta di consiglio, che ho messo a disposizione del gruppo di Forza Italia prima, e del Pdl poi, la mia pur modesta preparazione giuridico-amministrativa, e soprattutto ho votato sempre contro i provvedimenti qualificanti (o squalificanti?) della giunta Vincenzi, rispondendo soltanto alla mia coscienza di uomo libero e liberale, così come credo, a quella dei miei elettori!
Stupisce che si invochi a ogni pie' sospinto la partecipazione della società civile alla vita politica, salvo poi irriderla (o peggio!) quando i suoi esponenti ritengono di dover denunciare le magagne e le degenerazioni che la stessa quotidianamente ci offre (vero senatore Musso?). Non credo che portare all'attenzione dell'opinione pubblica tali spiacevolezze sia di destra o di sinistra e tanto meno infamante!
È, inoltre, un fatto che i voti di lista, all'epoca ripeto Forza Italia, servono per attribuire il numero dei seggi al partito e quindi indirettamente all'elezione del candidato. Ma è anche un fatto che nelle elezioni regionali e comunali, l'elezione all'interno dei seggi attribuiti alla lista (alla quale credo di aver, seppure in minima parte, contribuito) dipende dai voti di preferenza che il candidato consegue.
Quelli che io ho ottenuto non sono certo merito mio, ma di quegli elettori che ritengo, in gran parte non iscritti al partito. A loro, che non frequentano abitualmente i corridoi della politica, devo rispetto e quando da liberale vedo traditi i principi ai quali mi sono sempre ispirato devo seguire la coerenza che i miei elettori e la mia coscienza mi impone.
Vorrei ancora ricordare all'articolista che per l'invio del comunicato stampa di cui sopra mi sono avvalso dell'ufficio del gruppo consiliare (e non già della segreteria del Pdl), gruppo al quale ho appartenuto fino alle ore 16 del 21 u.s. e che il personale e l'attrezzatura di questo ufficio sono messi a disposizione dei consiglieri per lo svolgimento dei loro compiti istituzionali dall'amministrazione comunale.
Concludo rassicurando Te, l'articolista e soprattutto i lettori che continuerò fino alla fine del mandato nella mia ferma e intransigente (ma non ottusa) opposizione alla giunta Vincenzi, sperando di poter contribuire alla nascita di un gruppo che sui modelli delle moderne democrazie liberali ed europee e non populista possa porre le basi per una seria e credibile alternativa all'ultra trentennale malgoverno delle sinistre in questa città oggi senza prospettive (ciò perché anche questa parte del mio comunicato stampa è stata stranamente omessa dall'articolista!).
Con immutata stima,


Caro avv. Basso, se del suo precedente comunicato «l’articolista ha stranamente omesso di ricordare che nel 2007 era stato candidato come indipendente nelle lista di Forza Italia», è solo perché in genere gli spazi impongono di limitare il contenuto degli articoli alle cose essenziali. E tra le cose essenziali c’è il fatto che, dopo che il predellino è stato «forgiato» e il Pdl «concepito» Lei ha aderito al gruppo della nuova formazione. Anche l’«articolista» ricorda bene il pezzo su Lorenzo Zito che, come ribadito anche in questa «breve» replica, allora ebbe la «coerenza» di non aderire al Pdl. E coerentemente oggi ha mantenuto quella scelta. Senza chiedere alla segreteria Pdl di firmare e diffondere un comunicato con cui annunciare le proprie dimissioni e denunciare ogni nefandezza improvvisamente scoperta nel Pdl. Sul fatto che il comunicato fosse firmato dalla segreteria Pdl che ne chiedeva «massima diffusione», le prove sono a Sua disposizione.
DPist