La replica Io, uomo del Pd, che non demonizzo il Pdl

Caro Direttore, ho letto del tuo sogno di un Renzi ligure e sulla delusione che noi trentenni locali del Pd non si sia come lui. Beh, forse bisognerebbe intendersi prima sui parametri di valutazione... Mi spiego meglio: Renzi contesta la classe dirigente attuale del Pd sostenendo che sono al potere da troppi anni, con risultati modesti e che quindi dovrebbero farsi da parte. A prescindere dal fatto che anche lui è al potere da un nutrito numero di anni, il discorso ha un fondamento logico. Pur tuttavia il principio base di democrazia è che chi prende un voto più dell'avversario governa, anche il partito, e che chi è in minoranza deve accettare tale fatto. Vale per Fini nei confronti di Berlusconi, deve valere per il Pd nei confronti di Berlusconi e deve valere anche per Renzi, e per noi tutti, nei confronti di Bersani. Le grida contro, le prove muscolari da parte della minoranza sono sostanzialmente antidemocratiche. Si combatte con le idee e le proposte e non con i sampietrini o le bombe-sterco. E soprattutto si vince alle tornate elettorali che contano, altrimenti ci si deve rassegnare ad essere minoranza!
Per quanto attiene noi giovani del Pd ligure non mi pare si sia così proni al potere degli «anziani»: se così fosse, infatti, come potrebbero Basso, Mazzucca e Rasetto (per citare i tre più noti) continuare ad occupare i posti chiave della politica locale?
Per quanto attiene me (posizione e figura indubbiamente più modesta), forse non griderò molto, ma preferisco essere un uomo del fare (frase cara a Berlusconi, che non ho difficoltà a fare mia): credo che questo traspaia abbastanza nel modo in cui faccio l'assessore alle finanze e al patrimonio a Santa Margherita, senza mai guardare a posizioni ideologiche, ma solo all'interesse della città. Su questo devo dire che mi è «maestro e donno» il Sindaco De Marchi, ma ricordo che in quel comune il Pd è all'opposizione e non certo morbidamente... Forse i voti che amici di centro destra mi hanno voluto dare nei vostri sondaggi sono proprio figli del fatto che agisco (molto) e parlo (meno) non in virtù di posizioni politiche, ma di fatti tecnici ed oggettivi.
Devo dire che sono sempre d'accordo col mio partito? No, sarebbe una bugia!
Non condivido ad esempio la politica fiscale proposta, ritengo che l'approccio con le categorie produttive sia al limite dell'autolesionismo e dissento dalle guerre di religione col centro destra, che per me è un avversario abile, ma mai un nemico. Nelle sedi opportune esprimo le mie idee e, per quello che posso cerco di portarle avanti. Però se sono in minoranza, accetto il volere della maggioranza, magari non con piacere, ma lo accetto.
Solo all'asilo si picchiano i pugni sul tavolo e si grida «cattiva» alla maestra o al compagno di banco...*tesoriere regionale Pd
assessore alle Finanze di Santa Margherita Ligure