LA REPLICA

Sono sconcertato dalla risposta dell’amico Giorgio Bornacin (ci conosciamo da quando lui era ancora consigliere comunale dell’Msi a Genova) circa le «esternazioni» del governatore ligure Claudio Burlando sui giudici che, a mio avviso, giustamente hanno condannato il Genoa in serie C1. Ancora stamattina ho sentito gente che si chiedeva il perché non l’hanno «retrocesso» solamente in B. Il perché è molto semplice: Preziosi, che del Genoa è il presidente-proprietario, il reato, o presunto tale (ma nel calcio dovrebbe bastare il semplice sospetto) è stato commesso in serie B e, dunque, ecco il perché il Grifone passa alla serie inferiore.
Tornando all’amico Giorgio, mi spiace fargli notare che ha perso una buona occasione per rimarcare la nostra diversità e la nostra qualità superiore rispetto alla sguaiatezza comportamentale di coloro i quali vogliono ergersi, soprattutto in questi momenti, a moralizzatori e insegnarci come dobbiamo vivere. No, caro Giorgio: tu dovevi, con parole acconce, rimarcare la nostra eleganza e far presente al delfino di D’Alema, che il livello della nostra magistratura (con la «m» minuscola) è quello, a qualunque livello: sia in vicende serie, sia in quelle ludiche. Come dire, la botte dà il vino che ha.