«Report» affonda Finmeccanica: -5%

«Sono assolutamente sereno»: prova ad abbassare i toni Pier Francesco Guarguaglini, amministratore delegato e presidente di Finmeccanica, mentre il gruppo è nella bufera dopo la trasmissione tv Report di domenica che ha ipotizzato l’esistenza di fondi neri. Poi, però, aggiunge: «Ma sono anche dispiaciuto e arrabbiato, sono tutte balle, balle che fanno male a me, e fanno male alle 75mila famiglie dei nostri dipendenti, fanno male all’azienda e ai nostri fornitori». Senza parlare del mercato, dove il titolo è precipitato in fondo al listino di Piazza Affari, lasciando sul terreno il 4,8%.
Smentito l’incontro - annunciato da Dagospia - tra Guarguaglini e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, Finmeccanica studia l’ipotesi di una querela, mentre in una nota ribadisce «ancora una volta di non aver mai costituito fondi neri né in Italia né all’estero». La società «è pronta a fornire alle autorità competenti ogni più ampio chiarimento e informazione che possa risultare utile» ma «la nuova diffusione di notizie che descrivono il gruppo coinvolto in vicende giudiziarie sta pesantemente penalizzando il titolo sui mercati finanziari». La nota si conclude annunciando che la società «ha dato incarico ai suoi legali di valutare se nelle pubblicazioni possano ravvisarsi ipotesi di reato».
E anche un’altra società, Enav, coinvolta da Report, annuncia l’intenzione di ricorrere alle vie legali. L’Ente nazionale di assistenza al volo, infatti, querela il programma di Rai 3 e un proprio ex dirigente aziendale, «ritenendo totalmente infondate le ricostruzioni effettuate» sulla base delle sue dichiarazioni». Nel comunicato, la società spiega poi che «tra i vari temi trattati, che saranno tutti oggetto di azione giudiziaria» sono «totalmente falsi e gravemente calunniosi e diffamatori dell’immagine dell’azienda e del suo ad i contenuti sulla presunta stima di 80 milioni per l’acquisizione nel dicembre 2006 di Vitrociset Sistemi Srl (allora partecipata da Finmeccanica, ndr), oggi Techno Sky Srl». Infatti, «la valutazione del prezzo - prosegue l’Enav - è stata effettuata da tre advisor di livello internazionale che hanno ritenuto congruo il corrispettivo di 108 milioni».
Intanto, spunta l’ipotesi che l’affare Digint, l’ingresso nel 2007 di Gennaro Mokbel nel capitale della Financial Lincoln, la controllante lussemburghese della società partecipata al 49% da Finmeccanica, potrebbe non essere stato un episodio isolato. Rispolverando una vecchia inchiesta partita cinque anni fa, infatti, il procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo, e i pm Giovanni Bombardieri, Francesca Passaniti e Paolo Ielo stanno cercando di fare chiarezza su numerosi altri affari che hanno come protagonista Lorenzo Cola, il consulente esterno di Finmeccanica, in carcere dallo scorso luglio perchè al centro della vicenda Digint: proprio lui sarebbe il trait-d’union tra le due inchieste.