Repubblica Ceca, la Corte suprema cancella il partito di estrema destra

il Partito operaio (Ds) è accusato di essere il responsabile di numerosi attentati contro i rom e di aver organizzato in diverse città «pattuglie di difesa» non armate in funzione anti rom al fine di risolvere i «problemi con i cittadini incapaci di integrarsi». Il leader: «Ne farò uno nuovo»

La corte suprema amministrativa ceca a Brno, (Moravia), ha ordinato oggi lo scioglimento di un partito di estrema destra extraparlamentare - il Partito operaio (Ds) - accusato di essere il responsabile di numerosi attentati contro i rom nella Repubblica ceca. Nella motivazione della sentenza, l'alta corte afferma che il Ds è un partito estremista che minaccia la democrazia nel Paese coltivando contatti con gli ambienti neonazisti cechi. «Il Ds è sciolto», ha annunciato il giudice Vojtech Simicek leggendo la sentenza. Gli attivisti stessi hanno respinto le accuse accusando il tribunale di avere preso una decisione motivata politicamente, finalizzata a «ridurre al silenzio la concorrenza politica». Il Partito operaio è noto soprattutto per una serie di azioni e marce nel 2008 e 2009 contro la minoranza rom nella Boemia del nord. Inoltre ha organizzato in diverse città «pattuglie di difesa» non armate in funzione anti rom per risolvere i «problemi con i cittadini incapaci di integrarsi». Il Ds chiede anche nel suo programma il ripristino della pena di morte e l'abolizione del registro delle coppie omosessuali. Alle Europee nel 2009 e alle Regionali a ottobre 2008 il partito aveva ottenuto circa l'1% dei voti. Il leader Ds Tomas Vandas aveva già in precedenza annunciato che non si sarebbe fatto impressionare da un divieto, e che in tal caso avrebbe fondato un nuovo partito con cui presentarsi già alle prossime elezioni politiche a maggio. Un primo tentativo, giudicato incompleto dagli esperti, di mettere fuori legge il Ds era stato avviato dal passato governo conservatore di Mirek Topolanek, ma era stato respinto dalla corte nel marzo 2009. Il secondo tentativo del governo tecnico del premier Jan Fischer è andato invece ora a segno.