«Repubblica» e l’epopea del montismo: ora il Professore è un travet con la borsa

Benvenuti nella Repubblica del montismo. In principio furono due paginate, una per Mario Monti e una per la di lui consorte Elsa Antonioli. Lui che indossa il loden, va a messa con signora, all’auto blu preferisce la bici. Lei che rifugge i lifting, va a messa col marito, se serve sparecchia. Poi venne il capitolo della sobrietà vista dal lato igienico: Elsa che corre da Mario appena nominato premier per portargli le camicie pulite, Mario che fa riaprire il barbiere di fiducia la domenica per tagliarsi i capelli. Il tutto, spostamenti, arrivi, ritorni, arrivederci e grazie, sempre in treno, Freccia Rossa per l’esattezza, che con Silvio Berlusconi era roba da «bauscia», ora invece fa molto «prolet». Ieri, foto-evento: il premier che scende dal treno portando da sé la borsa (nemmeno un portaborse, che rigore, fortuna è solo una ventiquattrore). Didascalia: «Mario Monti ieri alla stazione Termini: è tornato da Milano in treno». È la sobrietà del Professore travet.