Repubblica sociale, l’alba degli «opposti estremismi»

Ad Auschwitz Alberto Sed era costretto a prendere in braccio i neonati e a gettarli in aria per farli colpire al volo dalle SS. Tornato a casa, si è sposato, ha avuto figli, nipoti e pronipoti, senza però mai riuscire a prenderne uno in braccio. Potrebbe essere la risposta alla domanda: «Era necessario un altro libro sull’Olocausto?». Sì perché l’orrore di quegli anni riserva sempre una pagina in più, una riga in più da scrutare. Roberto Riccardi, colonnello dei carabinieri, giornalista e scrittore, si è preso cura di raccogliere in Sono stato un numero (Giuntina, pagg. 166, euro 15) i ricordi di questo ebreo ultraottantenne che nel campo di sterminio ha lasciato la madre e due sorelle, una sbranata dai cani delle guardie. Così, «per divertimento».