Requiem

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Fu quando sorrideva
Solo il morto, lieto della pace.
E si agitava, inutile appendice,
Accanto alle sue prigioni
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Ti portarono via all’alba,
Ti seguivo, come a un funerale,
In un’angusta stanza piangevano
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Grido da diciassette mesi,
Ti chiamo a casa,
Mi sono gettata ai piedi del boia,
Tu figlio mio e terrore,
Tutto si è confuso per sempre,
E non distinguo più
Ormai tra la belva e l’uomo
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E se a lungo bisogna aspettare
\[l’esecuzione
E solo fiori rigogliosi,
E il tintinnio dell’incensiere, e tracce
Che non portano da nessuna parte,
E un’enorme stella
Mi guarda dritta negli occhi
E minaccia una morte rapida.