Il «residence» per abusivi che sfratta il grand hotel

Nel silos della Hennebique vivono sbandati di ogni genere L’autorità portuale sarebbe pronta a far rinascere l’immobile

Roberta Bottino

Il «Resident Hennebique» offre numerosissime e spaziose camere con vista sul Porto di Genova completamente gratis. Per poter entrare dentro l'immensa struttura non è necessario né suonare il campanello, né chiedere il permesso, perché è abbandonata da anni. Nascosti però tra quei muri pericolanti, vivono numerosi abusivi che hanno trasformato quel vecchio silos granario nella loro spaziosa dimora. L'edificio che troneggia nei pressi della Stazione Marittima dagli anni Novanta resta lì, abbandonato tra il più completo degrado. L'autorità portuale cerca da tempo di poter avere in concessione il silos per riqualificarlo, ma da parecchi anni l'enorme struttura è in mano all'Università di ingegneria che però, con ogni probabilità per mancanza di fondi, non riesce a ristrutturare.
«Abbiamo già espresso il desiderio di prendere l'Hennebique per fare due cose - spiega Giovanni Novi, presidente dell'Autorità Portuale -. Un autosilos per automobili e autobus e un albergo. Una soluzione ideale per tutti i passeggeri delle navi da crociera». Una scelta che si sposerebbe perfettamente con il progetto di trasformare la banchina proprio davanti al silos in un nuovo e funzionale attracco per grandi navi da turismo. Ma la realtà oggi è diversa. Al posto di possibili turisti, nel mastodontico silos granaio bivaccano gli extracomunitari. C'è persino chi si è costruito un vero e proprio monolocale con ogni comfort. L'ex locale dei quadri elettrici dell'Hennebique è diventato proprietà di un Nordafricano sulla quarantina, con regolare permesso di soggiorno, che quotidianamente dopo aver sbrigato le sue «faccende» in città, torna nella propria casa. Apre un lucchetto, prende una scaletta e sale fino alla porta della sua abitazione. Un monolocale «de luxe» dal momento che si trova nei cosiddetti piani alti. Una volta entrato nella casa trova tutto quello che gli occorre, televisione, radio, letto, divano, tavolo per cenare, insomma non manca proprio nulla.
Il Resident Hennebique però ha molti piani e facendo qualche gincana tra bottiglie, siringe, vestiti, scarpe e detriti, si possono raggiungere le scale. Mauro Boffelli, uno dei funzionari dell'autorità portuale, è stato la nostra guida nell'avventuroso viaggio all'interno del grande silos. Arrivati al primo piano si è aperto di fronte a noi un lunghissimo corridoio fiancheggiato da numerose stanze. Anche qui la stessa scena; miseri e sporchi giacigli che testimoniano la presenza di abusivi. Una porta rotta di legno marcio nasconde da occhi indiscreti quattro persone, tutte di origine tunisina. Al nostro arrivo due di loro si alzano e coprono i loro volti. «In questo posto - dicono -, ci vivono albanesi, marocchini e rumeni». La stragrande maggioranza sono clandestini. A conoscenza della situazione e soprattutto degli «ospiti» irregolari dell'ex silos granario è la Polmare, che il 16 giugno ha fatto uno sgombero, accertando la presenza di nove extracomunitari, di cui tre senza permesso di soggiorno. Una decina di persone sono state fermate dagli agenti sotto la direzione del dottor Giuseppe Eufemia anche a seguito dello sgombero precedente che risale al 15 marzo di quest'anno.
Troppi sono gli abusivi che cercano un tetto sotto cui vivere all'Hennebique, troppi quelli che ciclicamente vengono fatti sgomberare o vengono tratti in arresto, ma che insistentemente tornano in quell'albergo improvvisato e spazioso nei pressi della Stazione Marittima. D'altronde dove lo trovano un «residence» gratuito così grande, dove le camere abbondano e dove le onde del mare cullano i loro sogni?