Il Residence Roma è ancora pieno ma Veltroni ha fretta di bonificare

In consiglio il via al dibattito sull’accordo di programma

Bonificare, riqualificare, valorizzare. Queste la parole chiave dell’accordo di programma che ha cominciato ad essere discusso ieri in consiglio comunale concernente la ristrutturazione del Residence Roma, in via di Bravetta, che dovrebbe essere rimesso a nuovo. Il condizionale è d’obbligo visto che, tuttora, nella palazzina A della struttura, quella più vicina alla strada, vivono ancora alcune persone. «Più di cinquecento», specifica Fabrizio Santori, consigliere di An del XVI municipio, lo stesso in cui si trova il residence adibito all’emergenza abitativa e diventato nel corso del tempo un ricettacolo di degrado e pericolo per i residenti della zona.
Del resto ad ammetterlo è la medesima delibera: «Una parte della struttura è occupata da alcune centinaia di persone diverse da quelle a carico dell’assistenza alloggiativa del Comune». Leggi: abusivi, immigrati senza permesso di soggiorno, che stanno lì senza averne alcun diritto. E con il beneplacito di molti. Quello che il documento non dice è che il Comune ha difficoltà a liberare completamente quell’area, in parte di proprietà privata. Tanto è vero che quella gente, per la maggior parte senegalese, nonostante i tentativi di sgombero fatti nei mesi scorsi e le promesse del Comune di liberare interamente il Residence, è ancora lì.
«Eppure - sottolinea Santori - il privato ha dato la sua disponibilità a utilizzare quella struttura come meglio il Campidoglio crede, ma l’amministrazione capitolina va a rilento. Quando e se si arriverà ad avere vuoto il residence, le persone che ancora vi abitano saranno spostate in tutta segretezza, come è stato fatto per il Laurentino 38». Ma il Comune ha deciso di mettersi avanti con il lavoro. E quindi poco importa che del Residence Roma non abbia la completa disponibilità. Ecco perciò l’accordo di programma, che ammonta complessivamente a 4,3 milioni di euro.
Un accordo che a Forza Italia non piace, tanto è vero che ha chiesto quattro ore per poter discutere del documento, nel quale si parla della realizzazione di nuovi servizi pubblici. Nel dettaglio, si intende aprire un nuovo asilo nido per 60 bambini, una scuola materna e un centro anziani, per un costo stimato di 3,5 milioni. Previste anche la costruzione di nuove strade e parcheggi, per circa 5mila metri quadri e la cessione gratuita al Comune di 20mila metri quadri all’interno del parco della Valle dei Casali. «Anche noi vogliamo bonificare, riqualificare e valorizzare quella struttura e quindi tutta la zona - sottolinea Pasquale De Luca, capogruppo di Forza Italia - ma pretendiamo dal Comune risposte adeguate in merito a come intende procedere. In particolare, chiediamo che fine faranno le persone che ora abitano nel Residence».
Anche Claudio Minelli, assessore capitolino alle Politiche abitative, non nasconde che «quello è un problema, per risolvere il quale si deve coinvolgere anche il privato». Il Comune, da parte sua, si impegna ad agevolare il trasferimento di chi ancora vive in via Bravetta. «Entro i prossimi mesi - promette Minelli - dovremmo risolvere la questione». Condizionale d’obbligo, anche in questo caso.