Residenti di via Bertani «blindati» per colpa dei megafoni

«Dicono di fare cose artistiche, ma noi sentiamo soltanto un gran baccano». Chi abita in via Bertani o nelle vicinanze ha come vicini di casa i ragazzi del Buridda, e soprattutto all’arrivo dell’estate non è un piacere. «Intanto chiamarli ragazzi non è del tutto esatto, perché oltre ai giovani ci sono anche tante persone che il tempo della scuola l’hanno passato da un pezzo», dice un residente che fa parte di uno dei due comitati sorti in zona per chiedere alla circoscrizione più attenzione sul problema di una convivenza troppo difficile.
«Ci siamo dovuti dotare di doppie finestre a causa del baccano che, per fortuna non proprio tutte le sere, proviene dal centro sociale dove la musica arriva a toccare livelli assordanti».
Secondo alcune testimonianze di residenti qualcuno è arrivato ad affittarsi un appartamento per l’estate in un’altra zona della città. «Non possiamo vivere perennemente con le finestre chiuse - dice un’altra signora - e purtroppo questi giovani usano i megafoni per condurre le serate. Anche se le forze dell’ordine hanno eliminato gli amplificatori, i megafoni sono insopportabili». I comitati di residenti si sono rivolti più volte alla circoscrizione affinché il problema dell’esistenza del contro sociale Buridda venisse affrontato in maniera serie in una sede istituzionale. «Tre volte - ricordano-, ma è come se non avessero considerato l’importanza del problema nulla è stato fatto e si continua a dire che si tratta di ragazzi. Nessuno, insomma, ci difende dagli schiamazzi che siamo costretti a sopportare anche fino alle 5 o alle 6 del mattino».
La gente ha paura perché non vuole esporsi e i comitati ritengono che siano le istituzioni a dover dare una risposta. «Abbiamo scritto al sindaco, al questore e al prefetto - ricordano -. Pericu non ci ha nemmeno risposto, il questore ci ha detto che non poteva intervenire e il prefetto ha detto a sua volta che doveva incontrare il sindaco. Alla fine nulla di fatto».