Residenti, crociata contro le prostitute: "Luci accese e feste per cacciarle"

Nuovo comitato per viale Toscana. Degrado e atti osceni, gli abitanti decisi a riprendersi le strade: «Ormai sono diventate latrine»

Ogni sera lo stesso carosello: clacson e auto in doppia fila lungo la circonvallazione Toscana. Automobili ferme in ogni passo carraio nelle stradine più defilate. Come un prologo e la sua storia (infinita), lucciole e clienti cambiano scena nell’arco di pochi minuti. Dalle 10 di sera le vie Vittadini, Balbo e Boselli si trasformano nel peggior quartiere a luci rosse. «Lo spettacolo è indecente - denunciano i residenti -. Quando va bene le prostitute si appartano in macchina ma se il cliente è appiedato non c’è ritegno». L’attività va avanti tutta la notte, «per questo le signorine (a maggioranza romene) usano il marciapiede come gabinetto - si sfoga una signora - e al mattino, fra escrementi, preservativi, fazzoletti è tutto un immondezzaio». Il mercato del sesso è sbocciato in questa zona dopo l’estate, in novembre, scattava l’ordinanza anti-lucciole del sindaco. Quella che prevede multe di 450 euro sia alla prostituta in possesso di documenti sia al cliente. Al 31 dicembre ne sono state date 884 (566 alle prostitute e 159 ai clienti), in gennaio 622 (415 alle prostitute e 297 ai clienti). «Quasi tutte le sere chiamiamo polizia o carabinieri - racconta un residente - sempre le pattuglie arrivano, i clienti pagano, le ragazze stracciano il foglietto del verbale. E un paio d’ore dopo tutto torna come prima».
Cittadini esasperati ma anche intraprendenti. «Abbiamo creato un comitato, ci riuniamo questa sera alla pizzeria La Palma (via Balbo angolo Toscana) che per colpa di questo malcostume sta rischiando di fallire - riferisce Marco uno dei promotori -. Chi andrebbe volentieri in un locale immerso in un degrado simile? Il primo passo è la pulizia: paghiamo di più i portinai per camminare al mattino su marciapiedi decenti. Vogliamo “riprenderci” il quartiere. Quando teniamo le tapparelle alzate, le luci accese e ci salutiamo a voce alta da una casa all’altra ritardiamo gli incontri delle prostitute. Perciò stiamo progettando qualche azione pubblica». Fa parte del comitato anche Nando Dalla Chiesa, docente in Bocconi, impegnato nel Pd e residente in zona: «Chiediamo più interventi risolutivi. Esiste una legge contro gli atti osceni in luogo pubblico e un’altra contro lo sfruttamento della prostituzione, basterebbero agenti in borghese. Un rimedio? Quello che fece Montalbetti per allontanare gli spacciatori da Buenos Aires: occupare il territorio con iniziative che coinvolgano il quartiere, partite di calcio, negozi aperti». Per il vicesindaco Riccardo De Corato: «La soluzione definitiva ci sarà solo quando verrà vietato l’esercizio della prostituzione con la legge Carfagna. Oggi vale ancora la legge Merlin del 1958. Il “mestiere” esiste da 3mila anni, a Milano sono 180 le strade coinvolte, le multe servono a disincentivare. E se una prostituta è multata perché in possesso di documenti prima o poi dovrà pagare, si procede al sequestro dei beni e al pignoramento».