La resistenza spaventa la sinistra

(...) fino a mercoledì 30 per poter essere applicata dal 2006. Ieri i consiglieri di maggioranza facevano spallucce: «Sono solo in 14, a lunedì non ci arrivano». Tant’è il dubbio gli è rimasto e così hanno iniziato a scannerizzarli uno per uno, gli avversari. «Matteo Rosso è gracile, non ce la fa. Nicola Abbundo te lo vedi che resiste tanto? No, gli unici ad avere il fisico sono forse gli azzurri Gino Garibaldi e Franco Orsi, di certo i capigruppo di An e Forza Italia Gianni Plinio e Luigi Morgillo».
Alla fine a svelare le preoccupazioni della giunta è stato il presidente in persona. Claudio Burlando s’è presentato alla riunione dell’ufficio di presidenza del consiglio, alla quale non partecipa mai, con una proposta: «Se ci garantite l’approvazione in tempi certi siamo disponibili a convocare il consiglio non più di notte ma di giorno, anche sabato e domenica, così avrete le telecamere e più visibilità, e a discutere in aula la verità sul disavanzo in Sanità». Subito l’opposizione è rimasta spiazzata. Se accettasse di dimezzare le tasse potremmo discuterne ha abbozzato qualcuno. Erano le 13. Alle 16.30 è stato Plinio a strigliare i colleghi: «È una proposta furbesca. Noi non caleremo le braghe solo per conquistare il palcoscenico». Alle 17 è prevalsa la linea oltranzista: sarà tre-notti in aula, a meno di proposte eclatanti da parte della maggioranza. «L’ostruzionismo è una brutta fogna, vedrete - se la rideva Plinio -. Succederà di tutto, ad alcuni cederanno i nervi, altri verranno richiamati dall’amante, chissà».
Morgillo porterà la chitarra e un po’ di amici con il Karaoke e invita tutti a dotarsi di tenda. Orsi cucinerà il cinghiale. Abbundo penserà a frutta e verdura «così anche gli animalisti potranno mangiare». Sugli altri si accettano scommesse: Lorenzo Castè che produce vini potrebbe offrire un po’ di buon rosso, Patrizia Muratore si spera che porti il dolce.
Per evitare guai ulteriori, con mossa felina ieri in consiglio regionale l’assessore al Bilancio, Giovanni Battista Pittaluga, ha chiesto il rinvio dell’analisi del Dpefr, il documento di programmazione economico finanziaria. Temeva, a ragione, che l’opposizione avrebbe fatto ostruzionismo anche su quello, mettendo a rischio la seduta di venerdì notte che invece dovrà concentrarsi sulle tasse. Maggioranza e opposizione sono riuscite a scannarsi lo stesso, sul calendario dei lavori che porterà all’approvazione della Finanziaria regionale entro il 23 dicembre. Il centrodestra lamenta tempi troppo brevi per analizzare il piano e consultare sindacati e associazioni di categoria. Mino Ronzitti il presidente non era ancora iniziata la seduta che già urlava. Subito in realtà s’era sbagliato: «Prego gli uscieri di allontanare dall’aula quella signorina bionda». Gaffe: «Ma presidente, sono Roberta Gasco dell’Udeur, non mi riconosce?». Le scuse e pure un bacino. Dopo é stato Plinio a mandarlo in bestia, colpendolo proprio sul tallone d’Achille: «Lei non è più il presidente di tutti, ma solo di giunta e maggioranza». Figurarsi. Ronzitti ribatteva in terza persona: «Consigliere Plinio, le sue parole sono offensive verso il presidente che invece nel modo più scrupoloso garantisce i diritti di ogni singolo consigliere». «Fesserie, lei ha calato la maschera: è un golpista, un gol-pi-sta» rincarava Plinio. Ci s’è messo pure Sandro Biasotti: «Il vero golpe è questa manovra fiscale falsa, tendenziosa e iniqua». Prove generali per il week end.