Resistere, resistere, resistere al calcio di Borrelli

Carissimo Paolo, oggi, verso la una e un quarto, dal barbiere (come sai, non mi faccio mai la barba da solo), per caso e nel mentre un panno caldo mi avvolgeva il viso, ho ascoltato una dichiarazione rilasciata al Tg 2 (ma, immagino, anche ad altri) dal dottor Francesco Saverio Borrelli. Parlando - come ovvio visto il suo recente, prestigioso incarico - dello scandalo che percuote il mondo del pallone, il desso ha pronunciato le seguenti parole: «Enormi sono gli interessi che ruotano intorno al calcio che è il nostro sport più importante». Non ti posso nascondere che immediatamente, all'unisono, sia Vito (il mio barbitonsore), che un altro cliente, che io stesso abbiamo esclamato: «Meno male che c'è Borrelli: chi mai, infatti, prima d'ora, aveva tanto profondamente compreso la questione? Chi mai, prima di lui, aveva detto che il calcio è il nostro sport più importante?». Ebbene, sono qui a relazionarti perché, nel caso le parole di Borrelli ti fossero sfuggite, tu ne venga comunque a conoscenza. In caso contrario, continueresti al riguardo a vagare e ad agitarti nel buio! Altre perle di saggezza - ne sono certo - seguiranno. Se me lo consenti, continuerò a dartene conto.

Bè, caro Mauro, non so proprio come ringraziarti. Ti confesso che aspettandomi – dopo le ultime nomine ai vertici della Figc - l’immane papocchio (tutta la colpa al Milan del Berlusca, Della Valle santo subito, Moggi il compagno che ha sbagliato, ma la Vecchia Signora resta la Vecchia Signora, per non parlare del suo «stile»: squisito) seguo con un occhio solo, e socchiuso, le vicende di calciopoli. Però fa piacere apprendere che l’inquisitore Francesco Saverio Borrelli ha subito colto nel segno. Come si dice? Gallina vecchia fa buon brodo e Borrelli lo ha fatto buonissimo. Chi infatti avrebbe mai sospettato che il calcio sia il nostro sport «più importante»? Io credevo fosse il curling col quale durante le trionfali Olimpiadi della neve ce li fecero a peperino. Chi poteva poi sospettare che attorno al calcio, dove l’ultima scartina si becca ottocento milioni (di lire) all’anno, dove le squadre sono quotate in Borsa, dove i diritti televisivi sono pari al Pil della Polonia, ruotino interessi – udite, udite! - «enormi»? Io credevo che semmai ruotassero interessini, roba piccola, tipo bagarinaggio in occasione di un derby. Non si finisce mai di imparare, caro Mauro. Tu continua pure a tenermi informato sulle gesta e le esternazioni dell’inquisitore perché, se tanto mi dà tanto, ho come l’impressione che ne dovremo vedere e sentire delle belle. E poi io adoro gli scopritori a piede libero dell’acqua calda. Hanno una resistenza - resistere, resistere, resistere – al ridicolo che, come posso dire?, mi commuove.
Paolo Granzotto