La responsabile degli Affari regionali, Linda Lanzillotta, è già al lavoro con la Protezione civile: nei prossimi giorni sarà emanata un’ordinanza per garantire lo stop Incendi, il governo vuole chiudere la caccia

Il ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio propone di proibire per dieci anni la stagione venatoria nelle zone limitrofe a quelle colpite dal fuoco

da Atene

Dopo gli incendi la Grecia è stata colpita anche dai terremoti, che non hanno provocato vittime nè danni ma suscitato il comprensibile panico della popolazione. Un sisma di magnitudo 4,4 sulla scala Richter è stato avvertito alle 6.35 di ieri mattina con epicentro a circa 45 km a nord di Atene. Una seconda scossa di 5 gradi Richter ha colpito verso le 11 il Peloponneso proprio nella zona di Olimpia, già martoriata dagli incendi.
Un altro terremoto è stato registrato verso le 15 al largo dell’isola di Samotracia, nel nord est dell’Egeo. La Grecia è una zona fortemente sismica, ma la maggiore preoccupazione per governo e popolazione resta il fuoco. Gli incendi hanno provocato 64 vittime e bruciato in 4 giorni 189mila ettari di terreni, e ancora non sono spenti nonostante gli aiuti mandati dall’Europa, 20 apparecchi tra aerei ed elicotteri, oltre a personale e camion dei vigili del fuoco. Non da parte di tutti l’aiuto è stato disinteressato, visto che alcuni Stati avrebbero chiesto il rimborso spese. Da gennaio la Grecia ha perso nel fuoco 2690 km quadrati di terreni, una superficie grande quanto una provincia italiana. Secondo le analisi Ue il rischio incendi dovrebbe diminuire nei prossimi giorni con la diminuzione del caldo e del vento. Il ministro della Cultura ha annunciato la riapertura al pubblico del museo e del sito dell’antica Olimpia, che non hanno subito danni.
Il presidente greco Karolos Papoulias ha parlato di «catastrofe nazionale», mentre il primo ministro Costas Karamanlis, che ora rischia di perdere le imminenti elezioni, cerca di recuperare lanciando un appello per l’unità nazionale e promettendo un programma di ricostruzione e sviluppo per le zone distrutte dal fuoco.