«La responsabilità è di chi fomenta l’odio»

La condanna arriva bipartisan. Al «crescente clima di odio e demonizzazione dell’avversario e delle istituzioni che sta caratterizzando la vita politica negli ultimi tempi» e ai «tentativi di imporre con la violenza le proprie opinioni». Milano non vuole rivivere una brutta pagina del passato. E invece di fomentare con le polemiche un clima già avvelenato, il Consiglio comunale ha voluto lanciare all’unanimità (44 voti a favore, nessun contrario e nessun astenuto) un messaggio di «piena solidarietà» al premier Silvio Berlusconi dopo l’aggressione in piazza Duomo domenica sera e di «ferma condanna» a chi alza la tensione. In aula interviene per primo il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino, che assicura: «Non c’è dissenso che giustifichi il ricorso alla violenza». Il capogruppo del Pdl Giulio Gallera condivide l’intervento dell’opposizione, «dimostra che a Milano abbiamo forze politiche responsabili», e fa appello a tutte le forze politiche «ad abbassare i toni, anche se ci sono purtroppo i cattivi maestri come Antonio Di Pietro o Beppe Grillo, che sul suo blog incita ad “abbattere Berlusconi”, che agiscono per calcolo politico e devono smettere di farlo o venire emarginati. Sono contento che dalla nostra città sia partito un messaggio deciso». Anche la sinistra radicale prende le distanze dal leader dell’Italia dei valori: «Di Pietro e quelli che alimentano un clima di tensione facciano un passo indietro» afferma il capogruppo dei Comunisti italiani, Francesco Rizzati.
Dure le parole del sindaco. Letizia Moratti ha fatto visita al premier («era sereno, mi ha colpito che si sia preoccupato più per me piuttosto che per se stesso, mi ha chiesto più volte se avessi bisogno di qualcosa») e ha incontrato in prefettura il ministro all’Interno Roberto Maroni per portagli la propria testimonianza, visto che era in piazza con il premier al momento dell’aggressione. «Chi alimenta odio ha responsabilità», ha detto a proposito dei commenti di Di Pietro. «Riflettiamo sul clima politico - ha aggiunto -. Il ministro Maroni ha da sempre a cuore la sicurezza di Milano». Mentre anche parte del Pdl chiede la «testa» del questore Vincenzo Indolfi per le falle nella sicurezza sia sabato in piazza Fontana che domenica sotto il Duomo, la Moratti difende il capo della polizia: «Spostare le responsabilità di ciò che è successo sulla polizia è sbagliato. Sono episodi che nascono dal clima che c’è in questo Paese. Ognuno di noi deve mantenere toni bassi per far sì che nel Paese ci sia un clima di serenità, la gente ha bisogno di normalità». Frasi come quelle dell’ex pm «non aiutano, ma non credo che si debba “andare sopra” con altre dichiarazioni, ma piuttosto ridimensionare i toni del dibattito politico». Anche Maroni ha difeso questore e prefetto di Milano, «la gestione della sicurezza è stata fatta secondo tutte le regole per cui non ho da fare alcun rilievo né censura verso chi lo ha organizzato, anche il lavoro preventivo è stato encomiabile».