Resta in carcere l’ultrà

Resta in carcere Fabio Testadiferro, il 38enne ultrà romanista arrestato sabato sera perché accusato di aver accoltellato un tifoso della Reggina vicino allo stadio Olimpico poco prima dell’inizio di Roma-Reggina. Lo ha deciso il giudice monocratico della sesta sezione del tribunale dopo aver convalidato l’arresto dell’ultrà per l’accusa di lesioni aggravate. Il processo per direttissima è poi stato aggiornato al primo ottobre.
Il giudice ha motivato la convalida sulla base della sussistenza di «gravi indizi di colpevolezza»: identificato grazie alle dichiarazioni di un testimone, un amico della vittima, che prima ne ha fornito alla polizia una dettagliata descrizione sia dell’abbigliamento che delle fattezze fisiche, l’ha poi riconosciuto dalla visione di alcuni filmanti delle telecamere a circuito chiuso presenti nella zona dove è avvenuta l’aggressione. Accolte così le istanze dei pm Stefano Rocco Fava ed Elisabetta Ceniccola. Secondo il giudice, poi, è necessaria la detenzione in carcere in quanto «sussiste il concreto pericolo di reiterazione di delitti», per le «modalità del fatto di estrema pericolosità sociale» in quanto l’indagato ha aggredito un estraneo senza alcun motivo, per la «personalità dell’indagato che ha precedenti recenti» e che, come lui stesso ha dichiarato «è alcolista».
Secondo la ricostruzione degli inquirenti la vittima dell’aggressione era in compagnia della fidanzata e di tre amici e stava andando allo stadio per assistere alla partita quando, nei pressi della sede del ministero degli Esteri, è stato avvicinato da due persone e colpito con un coltello alla gamba destra. Soccorso dalla polizia, gli investigatori hanno acquisito le testimonianze degli aggrediti esaminando anche i filmati delle telecamere dello stadio per individuare tra il pubblico l’autore del reato. Il 38enne poco dopo è stato riconosciuto tra i tifosi della Curva Sud ed è noto dagli agenti come appartenente ad un gruppo ultras. Controllato durante tutta la partita attraverso le telecamere il 38enne è stato bloccato e arrestato al termine della partita, durante il deflusso degli spettatori. Nel bauletto del suo motorino, parcheggiato nei pressi dell’aggressione, sono state trovati alcuni coltelli.
L’ultras era già stato arrestato per lancio di oggetti e fumogeni contro le forze dell’ordine in occasione del derby Lazio-Roma del 21 marzo 2004.