Restani, una tecnica d’acciaio al servizio degli «Studi» di Liszt

Il concertista tosto sa che al pianoforte con Liszt si conquista: l’inquieta passione espressa in gragnuole di note e d'accordi, il possesso d’un virtuosismo abbagliante, la possibilità di giocarsi la sorte scorazzando per la tastiera, l’abilità di dosare i pedali al servizio dell'armonia cangiante, lo rendono dominatore, eroe e intrattenitore. Il musicologo avveduto sa che Liszt è un esploratore e profeta della musica moderna: costruire per nuclei imprevisti, interrogare il linguaggio, sconfinare. Wagner, l’impressionismo, tante altre meraviglie partono da lui. Paolo Restani, romantico dalla tecnica anche troppo d'acciaio, affronta gli Studi trascendentali, due Studi da concerto e uno Studio di perfezionamento e li trafigge di slancio.

Paolo Restani Suona 15 studi di Liszt (Amadeus)