Restaurato il coro di San Maurizio

Alla presentazione dei lavori l’assessore Zecchi ha inaugurato la 59ª edizione di «Musica e Poesia»

Matteo Chiarelli

Realizzato nel 1513, probabilmente da due artigiani milanesi, il grande coro in noce della chiesa di San Maurizio, uno dei «gioielli» del patrimonio artistico milanese, si avvia verso il quinto centenario completamente restaurato. Un lavoro che ha cancellato i danni, dovuti soprattutto ai tarli, ai pannelli di fondo, alle cornici e agli elementi decorativi intagliati o sagomati, ad alcuni sedili e alle finiture.
Il restauro, presentato l’altro giorno, è stato curato da Luca Quartana, sotto la direzione della Soprintendenza per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico, e ha avuto il contributo di 100mila euro da parte del Comune. Non è certo questo il primo intervento di manutenzione per la bella chiesa di corso Magenta, finita a inizio Cinquecento dall'architetto Dolcebuono. I problemi di conservazione iniziarono dal 1798 quando, con la soppressione del monastero benedettino, tutti gli edifici vennero adibiti ad altro uso. Seguì poi l'apertura di una strada sul lato est della chiesa, oggi via Luini, che ne compromise la staticità.
Come se non bastasse, il passaggio nelle vicinanze del fiume Nirone e di una falda acquifera sotterranea accelerarono il degrado. Così si susseguirono numerose le opere di restauro. Nel 1964, ad esempio, furono realizzati strappi per salvare diversi affreschi dalla rovina, e si ripristinarono inoltre il tetto e la facciata. Nel 1986 invece s'iniziarono a restaurare gli affreschi: dapprima, e grazie ad un lascito anonimo, si mise mano ai capolavori di Bernardino Luini, in seguito, con i preziosi contributi della Banca Popolare di Milano, si proseguì nell'intervento alle altre decorazioni pittoriche.
Oggi, dopo la fine delle riparazioni al coro, la chiesa, per la gioia degli appassionati, può riprendere anche le sue celebri stagioni musicali. «Ho la fortuna di inaugurare - ha detto l'Assessore alla Cultura Stefano Zecchi -, in occasione dell'avvio del 59° ciclo di “Musica e Poesia“, il restauro del bellissimo coro ligneo, i cui lavori sono terminati giusto in tempo per la ripresa concertistica dell'autunno». La storica manifestazione musicale sarà affidata anche quest'anno, grazie al grande successo riscosso negli ultimi quattordici cicli, alla «Società del Quartetto». «La straordinarietà della rassegna promossa dal Comune fin dal 1976 - ha continuato Zecchi -, la più antica in Italia per omogeneità di programmi, consiste in una sollecitazione che tocca diversi temi della cultura: la storia della città, il rapporto fra le arti, il valore di una coscienza ritrovata nella dimensione estetica del passato».