La restaurazione targata Fioroni

Il ministro all’Istruzione Fioroni ha presentato le nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo (ex programmi) per le scuole elementari e medie. Con la Moratti si chiamavano Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati. Non approfondisco la riflessione sul cambio di intestazione, che viene spontanea. Per la sinistra, infatti, al centro deve stare la scuola, con i suoi organismi amministrativi e sindacali che devono scodellare il mitico «curricolo»; studenti e famiglie sono solo i destinatari di ciò che questa burocrazia decide di concedere. Secondo le Indicazioni Moratti, invece, al centro dovevano stare gli studenti e le loro famiglie: la scuola e la burocrazia scolastica era soltanto il mezzo per coinvolgerli in prima persona e con precisi spazi di scelta nella costruzione dei percorsi formativi.
Sono due diverse visioni dello Stato, l’una impositiva e prefettizia, tipica della sinistra, l’altra propositiva e sussidiaria, tipica della tradizione cattolica e liberale. La sinistra, insomma, continua a cambiare nome, ma non muta mai la sua natura: è tolemaica (si è sempre ritenuta il centro dell’universo e dell’intelligenza); è leniniana-togliattiana; ritiene vero e buono solo ciò che coincide con la sua ideologia. È andata così anche con riferimento alle nuove Indicazioni nazionali, che si badi bene, non intaccano né i quadri orari né le cattedre e soprattutto non introducono nulla di nuovo, come vorrebbe far credere il ministro Fioroni. Lo studio delle tabelline e quello della grammatica o delle poesie a memoria erano tutte scelte già contenute nelle nostre Indicazioni Nazionali che avevano rappresentato la vera discontinuità con il passato. Le uniche novità restano le dichiarazioni «poco serie» di Fioroni che ha voluto declassare lo studio dell’informatica, la valorizzazione dell’inglese e della cultura dell’autoimprenditorialità (obiettivo europeo!).
Contro le Indicazioni nazionali del centrodestra, la sinistra aveva mobilitato il suo apparato mediatico-politico-sindacale-istituzionale. Le accusò in ogni sede e per tre anni di seguito, di nefandezze: avrebbero espresso una pedagogia di Stato; sarebbero state emanate in maniera verticistica (dopo due anni di lavoro con rappresentanti della cultura e della scuola e dopo infiniti dibattiti parlamentari!); avrebbero taciuto della letteratura per l’infanzia (si trattava di una falsità, ma al Ministero arrivarono migliaia di firme di «accademici» di sinistra che denunciavano questa grave dimenticanza!); non contenevano le teorie dell’evoluzione; l’evo antico e medievale sarebbero stati troppo sacrificati, si sarebbe dato troppo poco spazio all’economia, all’educazione fisica, all’educazione tecnica; si sarebbe taciuto il tema della dislessia. Adesso ci sono le Indicazioni per il curricolo targate Fioroni. Redatte in tre mesi da una commissione per nulla «politicamente corretta», senza alcun dibattito. Esse impongono alla scuola, senza ammettere repliche, di forgiare l’«uomo nuovo» fioroni-veltroniano, quello frutto di un’ideologia globalista, mondialista e terzomondista, senza più radici ebraico-cristiane.
Come nei regimi vecchio stile, insomma, siamo tornati alla scuola apparato ideologico dello Stato identificato con chi governa. Inoltre, contravvenendo agli appelli degli intellettuali di sinistra, le Indicazioni di Fioroni violano senza pudore il Dpr 275/99: tacciono della letteratura per l’infanzia, di Darwin e dell’evoluzionismo; se lasciano intatto lo studio dell’evo antico sacrificano l’evo medievale e moderno a vantaggio del ’900 berlingueriano depurato degli accenni agli orrori del comunismo e delle foibe; dissolvono lo spessore culturale ed educativo dell’informatica, dell’inglese e della seconda lingua, eliminano, udite udite, la geometria dalla matematica (non ne parlano proprio!) e costellano il testo di altre amenità non meno risibili. Ma il ministro Fioroni continua a fare proclami sulla serietà della scuola, mentre questa è davvero cambiata, almeno a livello di primo ciclo, e fino a quando non andranno a regime le disposizioni del Governo Prodi, con la Riforma del Governo Berlusconi.
*Responsabile

per la scuola Forza Italia