Restauri, la Fabbrica del Duomo batte cassa: «Gli enti locali ora mantengano le promesse»

MANUTENZIONI Il direttore Angelo Caloia sollecita un intervento e lancia una campagna

Il Duomo rivela alla piazza lo splendore delle sue vetrate. Con un gioco di luci firmato dai designer Castagna&Ravelli, in collaborazione con la Veneranda Fabbrica, i colori delle antiche decorazioni verranno proiettate all’esterno della cattedrale per tutto il periodo natalizio. Lo spettacolo inizia questa sera, fa parte del festival internazionale della luce che il Comune inaugura in maniera ufficiale a partire dalle 17.30 con un’accensione «a tappe». Il sindaco Letizia Moratti e l’assessore all’Arredo urbano Maurizio Cadeo salgono a bordo del «tram di luce» in piazza Fontana e raggiungono via Dogana. Si prosegue in piazza Duomo per il lancio delle lanterne di luce, l’illuminazione del grande albero di Natale e della Cattedrale. Tocca alla volta della Galleria (sotto al grande vischio che contribuirà a raccogliere fondi contro la fame del mondo) il sindaco avvia il contatore - un’effusione al costo di un euro - dando simbolicamente il primo bacio ad un bimbo. Infine, uno spettacolo di luci e suoni rende omaggio in piazza Scala alla Carmen di Bizet. E non solo luminarie. Per l’inaugurazione alle 19 del primo maxi-presepe nella storia di Palazzo Marino, allestito nel cortile d’onore, arriva accanto il sindaco e all’assessore Massimiliano Orsatti anche il Senatùr Umberto Bossi.
Il clima di festa non risparmia una frecciata polemica. È il direttore della Veneranda Fabbrica del Duomo, Angelo Caloia, a ricordare come le necessarie (e costose) manutenzioni della cattedrale non si possano nascondere sotto le luci d’artista. Un applauso al progetto che verrà inaugurato questa sera, ma si augura che siano anche l’occasione per «richiamare l’attenzione di tutta la città sulle grandi opere di cui ha bisogno il Duomo, una serie di spese di cui non ci si rende conto». Ricorda che «la cattedrale l’ha fatta il popolo, contribuì spontaneamente a far crescere il monumento». E ora si augura che quello stesso spirito possa tornare a contagiare i milanese. Per dare una piccola spinta alla solidarietà, anticipa che a breve verrà lanciato il progetto «Adottiamo il Duomo». Ma «ci rivolgeremo innanzitutto agli enti locali, Comune, Provincia e Regione che più volte hanno manifestato il loro interesse, ma ora chiediamo che si concretizzi». Sono state fatte, insiste Caloia, «delle dichiarazioni di intenti, ma vorremmo che si traducessero in fatti prima che le scadenze elettorali facciano andare alle “calende greche” le opere di manutenzione».