Un restauro lungo ancora 1666 anni

Il Comune di Genova è lungimirante: pensa al futuro lontano. Lo testimonia il cartello sotto i portici in restauro di via XX Settembre. La data per la fine dei lavori è il 3673. Sì, avete capito bene, il tremilaseicentosettantatre, esattamente tra 1666 anni.
Considerando che la cifra versata dal Comune per il rifacimento di questa tratta della pavimentazione è di «soli» 455.836,58 euro, ciò significherebbe una media di 274 euro all'anno, ovvero nemmeno un euro al giorno! Certo, potrebbe anche apparire come un affare, sennonché ci vorrebbe più di un millennio intero per vedere portata a compimento l'opera, forse i nostri remoti discendenti, i bis-bis-nipoti (con una lunga serie di «bis») potrebbero apprezzarla…
Qualcuno potrebbe pensare che, d'altra parte, Genova sia ormai abituata a queste opere interminabili, si pensi su tutte alla metropolitana, dei cui intoppi e conseguenti rinvii si è perso ormai il conto.
Tra l'altro il rifacimento della bellissima pavimentazione di via XX non è affidato ad un'unica società. Il tratto in questione davanti ai civici 30-32 (si preparino ad un bel millennio di lavori!) è in appalto alla «Gennaro Costruzioni srl», mentre quello relativo alla zona sottostante la chiesa di Santo Stefano e davanti al civico n. 28 di via XX è di competenza della «Brc sas» e qui i lavori dureranno solo 266 giorni (circa 9 mesi) a fronte di 316.295,70 euro di spesa. Sembra che qui il Comune abbia fatto un affarone: risparmiati quasi 140 mila euro e, soprattutto, 1665 anni di lavori!
Mica male, e se qualcuno si lamenta che 9 mesi possono sembrare tanti, resti ben contento del fatto di poter probabilmente vedere l'opera ultimata coi suoi stessi occhi.
Resterebbe un un'ultima domanda da fare a chi ha eseguito la compilazione dell'incriminato cartello dei lavori: se sotto questo lapalissiano errore ci sia un qualche tipo di ragionamento, vista l'insolita cifra emersa dal facile conto, pure facile da ricordare, di 1666 anni! Oppure se si tratti della solita svista casuale di qualche addetto davvero poco attento. Tanto, anche per questo, paga Pantalone.