Al via il restauro per Villa Tittoni

Per Villa Tittoni di Desio parte la rinascita. Con un investimento di otto milioni di euro. Sul gioiello neoclassico progettato dal Piermarini nel 1776 sono iniziati i lavori di restauro. Dopo quasi un secolo d’abbandono e l’offesa di un incendio ora l’amministrazione comunale ha deciso il complessivo intervento di rinnovamento.
Sono trascorsi oltre 160 anni da quando l’architetto Pelagio Pelagi aggiunse dei fregi alla facciata e al centro del parco realizzò una torre in stile neogotico, sulle rovine del castello trecentesco di Bernabò Visconti. Castello che nel Quattrocento fu trasformato in convento francescano. La torre fu abitata fino al 1914. Una delle dimore più prestigiose della Brianza, dunque, è pronta a tornare agli antichi splendori. Nel corso della sua lunga storia Villa Tittoni tra il 1857 e il 1913, ha ospitato teste coronate, come l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe e il re d’Italia Vittorio Emanuele III. Prima ancora illustri scrittori come Stendhal e Cesare Cantù, poi ancora celebri musicisti del calibro di Vincenzo Bellini, che nello splendido parco trovò l’ispirazione per comporre l’opera La straniera.
I lavori per rimettere in ordine la villa e riportarla come la videro il Piermarini e i suoi contemporanei dureranno cinque anni. Sarà completato il rinnovamento degli interni, già parzialmente restaurati dopo l’incendio del 1993, così come la facciata esterna tornerà all’originario bianco come decise il Piermarini e sarà abbandonato l’attuale “giallo Milano”. Anche col nuovo impianto d’illuminazione si cercherà di ricreare l’atmosfera del Settecento, quando tutte le sale erano illuminate solo dalle candele. Il grande progetto sarà costantemente “monitorato” dagli esperti della Sovrintendenza di Milano.
«Villa Tittoni – racconta Giampiero Mariani, il sindaco – diventerà il nuovo polo culturale della città. Il nostro intento è quello di allestire mostre, concerti e conferenze. Adesso nelle maestose sale del “gioiello” è ospitata una mostra permanente dello scultore milanese Giuseppe Scalvini, che tre anni fa ha donato tutta la sua collezione alla città natale di Pio XI. Nell’ala ovest è prevista una sala convegni con ristorante, mentre nella parte a est, il cortile centrale, sul modello di quella realizzata al British Museum di Londra, sarà coperto con una struttura mobile di plexiglass sorretta da tiranti d’acciaio. «In questo modo – aggiunge il sindaco – potremo disporre di una sala dove ospitare concerti di musica sinfonica, da camera, oltre a opere liriche e rappresentazioni teatrali». Entro breve, invece, sarà riaperta al pubblico la stupenda cappella annessa alla maestosa villa. Sono iniziati anche i lavori di sistemazione del parco, realizzato dal botanico Casoretti nel XVIII secolo e distintosi come uno dei più incantevoli giardini della Lombardia.