«Resterò ancora con Capello»

«È normale fermarsi a Torino perché abbiamo vinto. Ho un forte legame con questo club, abbiamo già passato momenti duri»

nostro inviato a Bari
È uno «scudetto provvisorio», come dice il presidente Carraro, ma per Alex Del Piero – se la giustizia sportiva non cambierà l’esito del torneo – sarà il settimo della carriera. Come un altro grande della Juve, Roberto Bettega. Non a caso, uno dei tanti striscioni esposti a Bari definisce Bobby gol e Del Piero le ultime bandiere del calcio vero. O come Gaetano Scirea, che da lassù guarderà inorridito tutto il marcio che rischia di coinvolgere pesantemente i colori bianconeri. Ma anche come due «vecchietti» del calcio italiano, Costacurta e Maldini.
È una festa a metà in casa Juve, ma Alex vuole guardare l’aspetto positivo: «Siamo stati protagonisti di questo campionato nella maniera più pulita e più netta, questa vittoria l’abbiamo sudata sul campo con i successi e le sconfitte. Da qui la nostra gioia, è un giorno speciale».
Per lui lo è stato sicuramente: in un anno reso amaro dalla lunga permanenza in panchina, dal rapporto difficile con Capello («ma la litigata di cui avete scritto non c’è mai stata», precisa l’attaccante) e infine dalla storiaccia che ha coinvolto Luciano Moggi, l’unico punto fermo è stato l’affetto dei tifosi. Manifestatosi anche a Bari, quando il tecnico della Juve ha deciso di inserirlo in campo. E Alex ha risposto come sa fare: con il gol, il numero 194 in bianconero.
«Siamo orgogliosi di questo titolo, anche se non siamo insensibili a quanto sta accadendo in società. È stato difficile estraniarsi e scendere in campo. La cosa che mi ha ferito? Non ce n’è una in particolare, quel poco che ho letto basta e avanza. Ora non posso dare giudizi. Intanto siamo vicini a chi ha lavorato per tanto tempo con noi, siamo sicuri che hanno fatto le cose nella maniera migliore. Speriamo vada a finire per il meglio». Ora è pronto a sposare ancora la causa bianconera, anche se dovesse - come sembra - rimanere Capello e se la situazione a livello di giustizia sportiva dovesse precipitare. «È normale che lui resti perché ha vinto. Per quanto mi riguarda ho un forte legame con la Juve, questi momenti li ho già passati in altre situazioni, anche non ottimali per me. I due anni con Capello? Tutti i nuovi allenatori portano entusiasmo, ma in questa squadra ci sono grandi giocatori». Tra questi c'è sicuramente Fabio Cannavaro, indicato dal tecnico di Pieris come il più positivo per continuità. «Sono contentissimo, abbiamo vissuto attimi di grande felicità in campo in una bella cornice di pubblico. I tifosi si sono stretti intorno alla squadra, noi gliene siamo grati e li abbiamo ripagati. Non è stata una stagione facile, anche per molti infortuni, ma alla fine è arrivata la conclusione positiva». Logico parlare con il capitano bianconero della vicenda intercettazioni. «So che non mi crederete, ma non ho letto i giornali, non ho guardato la tv e non ho navigato su Internet. È chiaro che mi hanno riferito qualcosa. Quello che conta è comunque aver vinto, a Bari ci sono stati striscioni favorevoli alla dirigenza. E poi lo scudetto è arrivato con merito, siamo stati in testa dalla prima all'ultima giornata. Il resto conta poco».
Un'ultima battuta su Buffon, alle prese con guai giudiziari, ma ieri regolarmente in campo: «Sta benissimo, è sereno. Non ha fatto nulla di strano, ha scommesso su partite straniere e altri sport. Oggi dobbiamo pensare solo allo scudetto».