Resterà nel patto la quota in mano alla famiglia Romiti

Il presidente di Capitalia, Geronzi: «L’operazione è in corso di perfezionamento»

da Milano

È in dirittura d’arrivo la sistemazione dell’1% del capitale di Rcs in mano alla famiglia Romiti. Il giro avviato dal presidente del patto di sindacato, Giampiero Pesenti, fra i soci stabili del gruppo editoriale per offrire loro pro quota i 7,3 milioni di azioni detenuti da Gemina è alle ultime battute. E alcuni sarebbero disposti a rilevare i titoli a un prezzo non lontano da quello delle ultime operazioni realizzate su Rcs: i 4,51 euro del recente collocamento da parte di Bpi della quota ex Ricucci e i 4,4 euro della cessione, due anni fa, dell’8,6% degli stessi Romiti nell’ambito del riassetto che ha visto entrare nell’accordo parasociale il gruppo Ligresti, Diego Della Valle e Capitalia oltre a Francesco Merloni.
Il presidente di Capitalia, Cesare Geronzi, ha preannunciato che l’operazione «è in corso di perfezionamento», sottolineando, in particolare, che la quota Gemina sarà sistemata all’interno del patto. Un’annotazione non scontata, malgrado la prelazione sia messa nero su bianco negli accordi parasociali. Gemina, infatti, in passato aveva chiesto in una lettera se poteva collocare l’1% al di fuori del patto, senza peraltro ottenere risposta, ricordano fonti vicine ai Romiti che tendono peraltro a frenare sulla chiusura a breve dell’operazione. Ai Romiti, che un anno fa contavano di piazzare la quota ai livelli massimi (6,77 euro il record lo scorso agosto) raggiunti in Borsa per effetto della scalata di Stefano Ricucci, le azioni dovrebbero essere rimaste in carico a 2,57 euro. Nell’ipotesi di una cessione a 4,5 euro la plusvalenza sarebbe comunque significativa, pari a 13,6 milioni.
Di certo è che non tutti i soci del patto, che vincola il 63,5% del capitale del gruppo che controlla il Corriere della Sera, hanno intenzione di esercitare pro-quota il diritto all’acquisto dei titoli. In particolare Pirelli, pur avendo con Banca Intesa e la Dorint di Diego della Valle la facoltà di salire fino al 5,05%, non intende - si è appreso - rafforzarsi. E lo stesso vale per Fiat ed Edison, se si guarda alle recenti dichiarazioni dei vertici dei due gruppi. D’altra parte, per legge, Mediobanca non può salire mentre può farlo Generali. Fra chi invece ha mostrato interesse a crescere c’è la Merloni Invest di Francesco Merloni. E a esercitare la prelazione sulla quota dei Romiti, per la parte di loro competenza, ci sarebbero anche Fondiaria-Sai e Capitalia, oltre al gruppo Pesenti.