«Resto a casa per il mio primo concerto pop»

da Roma

Caro Bocelli, allora è vero che farà un concerto pop.
«Sì, il 5 luglio a Lajatico, il mio paesino vicino a Volterra».
Ma sarà stato difficile trovare il posto adatto per un concerto...
«È il Teatro del Silenzio, si chiama così perché si anima solo una volta e poi sta in silenzio per 364 giorni l’anno. È un declivio naturale sul quale abbiamo collocato delle gradinate movibili. Il mio sogno è sempre stato quello di esportare il mio paese in tutto il mondo».
Vorrà mica fare come Pavarotti e creare un «Bocelli & Friends»?
«No, non mi piacciono le brutte copie».
Cheto cheto, Andrea Bocelli annuncia le sue novità. Parla e poi s’interrompe con un andamento sinfonico, adagio poi lento poi forte. E, proprio come fa un’orchestra per accendere il coro, sfrutta fino in fondo la sua voce soltanto mentre dice che «questo sarà un concerto sui generis come non ne ho mai fatti e non ne farò per lungo tempo». È l’artista classico che ha raggranellato il più grande successo commerciale di tutti i tempi, da Hong Kong a Nuova Delhi. E se il mondo ormai parla la lingua di Bocelli, lui se ne sta qui disteso su di una panca nel giardino di un albergo di Villa Borghese dopo aver fatto un po’ di cabaret davanti ai microfoni Rai con Fiorello e Mike Bongiorno. Vive, sembra, su di un altro pianeta, il suo.
Concerti celebrativi come quello di Lajatico di solito impongono tanti ospiti. I suoi?
«Tanto per cominciare, ho voluto subito Elisa».
E poi?
«Ci saranno Sarah Brightman, che mi ha aiutato a lanciare nel mondo Con te partirò, poi la cantante Heather Headley, Chris Botti, il pianista Lang Lang famoso per i concerti di Rachmaninov e infine David Foster, produttore di Madonna e Celine Dion che là per me suonerà il pianoforte davanti a un’orchestra di 32 elementi».
E Barbra Streisand? Avreste addirittura dovuto incidere un duetto.
«Ma tutto è sfumato. Talvolta l’industria ha regole che bisogna seguire».
Infatti al Teatro del Silenzio sarà registrato anche un dvd.
«Canterò canzoni che devo imparare di nuovo perché non le ho mai interpretate dal vivo. Mi sono persino allestito un piccolo palco a casa, così sfrutto meglio i tempi. Io sono uno che fa le cose diligentemente».
Anche per questo ha avuto così tanto successo. Ma chi l’ha scoperta davvero? Zucchero dice di averlo fatto lui, ma il produttore Michele Torpedine lo smentisce.
«A me m’ha scoperto solo il buon Dio... Mi ha messo un velo di tristezza sapere di quella polemica. Io ho conosciuto Zucchero e Torpedine nello stesso periodo e, se è successo qualcosa a mia insaputa, naturalmente ne sono all’oscuro. Tra l’altro Zucchero mi ha chiamato proprio l’altro giorno, ma non abbiamo neanche parlato di questo problema».
Si dice sempre così, per minimizzare.
«In realtà questo per me è un periodo di assoluto impegno. A parte il concerto del 5 luglio, sto studiando l’Andrea Chénier che registrerò il 16 luglio a Milano e poi il repertorio liederistico che interpreterò alla Staatsoper di Vienna a settembre. In più c’è il nuovo cd con le mie vecchie canzoni pop e quattro brani inediti che uscirà in autunno».
Ma allora è vero che non dorme di notte.
«E mi è venuta anche la voglia di chiamare le radio per parlare durante i programmi. Adesso mi riesce, ma prima non c’era verso di farmi credere. Una sera c’era Rossana Casale, l’ho sentita e volevo entrare nella discussione. Così ho telefonato e ho detto: “Sono Andrea Bocelli”. E la centralinista: “Sì, bonanotte”. E ha messo giù».