«Resto per Garrone» Il dribbling di Cassano è un tunnel a Del Neri

Genova La fantasia e l’imprevedibilità, Antonio Cassano le ha nel Dna. Ma qualcosa di così fantasioso e imprevedibile come quello che è successo ieri ha superato ogni precedente del numero 99 blucerchiato. Circostanza peraltro non facile.
Riassunto in poche parole: nella tarda serata di sabato viene annunciato il passaggio di Fantantonio alla Fiorentina, «manca solo l’ok del Real Madrid». Ieri mattina, addirittura, le agenzie di stampa battono la notizia della liberazione dell’armadietto da parte del fantasista della Sampdoria. Poi, quando già Fiorentina e Sampdoria si stanno preparando a entrare in campo, il dietrofront: abbiamo scherzato. Prima, alle 13,28, l’annuncio di Sky sport 24, che è una specie di portavoce ufficiale di Cassano. Poi, dieci minuti dopo, un comunicato ufficiale della società blucerchiata: «La Sampdoria smentisce qualsiasi trattativa relativa ad una eventuale cessione di Antonio Cassano alla Fiorentina». Un’altra manciata di minuti e il numero 99 blucerchiato conferma: «Resto a Genova, lo faccio per la società, la squadra ed i tifosi». Primo piccolo particolare: manca ogni riferimento all’allenatore Del Neri, e la circostanza non è puramente casuale. Secondo piccolo particolare: Cassano conferma la trattativa con la Fiorentina, ringrazia la squadra viola, ringrazia addirittura il suo procuratore Bozzo che l’aveva virtualmente già accompagnato a Firenze e, di fatto, smentisce il comunicato ufficiale della Sampdoria. Il diesse viola Pantaleo Corvino ricorda con amarezza l’aiuto dato ai blucerchiati con le cessioni di Maggio e Pazzini in due momenti di difficoltà del Doria.
Fin qui, il riassunto ufficiale di quindici incredibili ore di calciomercato. Ma è quello che sta fra l’armadietto di Cassano che si svuota e il comunicato che svuota di significato la liberazione dell’armadietto, che racconta la verità su quello che è successo. Raccontano fonti attendibilissime che appena il presidente blucerchiato Riccardo Garrone legge sui giornali della partenza di Cassano e viene informato degli sviluppi della trattativa con la Fiorentina, alza il telefono e convoca d’urgenza un vertice in società con Antonio Cassano, l’amministratore delegato blucerchiato Beppe Marotta e il tecnico Gigi Del Neri. Sono le 11,30 e Garrone, che non vuole nemmeno sentire parlare di prestito gratuito, difende a spada tratta Cassano, ribadendo il concetto che aveva già espresso venerdì: Del Neri è un dipendente della società, non deve svalutare il patrimonio della Sampdoria e dovrà rispondere delle sue scelte. Parole pesantissime che sono una scelta di campo: il presidente sta con Cassano. L’unica concessione è sul fatto che Antonio tornerà in squadra appena avrà superato la crisi di forma dovuta soprattutto al contraccolpo psicologico della mancata convocazione in Nazionale per i mondiali. Il fantasista ricambia nel suo comunicato: «Resto qui per me, per i tifosi e per quella grande persona e grande uomo che è Riccardo Garrone. Con lui, soprattutto, mi sono confrontato in queste ultime ore e per l’ennesima volta, benché non ce ne fosse bisogno, ho compreso quale rapporto mi leghi al presidente della Sampdoria».
E qui bisogna spiegare questo rapporto. Quello che Roberto Mancini è stato per Paolo Mantovani, Cassano è per Garrone. Il patron doriano si è davvero innamorato del calcio grazie al suo numero 99; le battute e i modi di fare di Cassano (che si rivolge a lui per segnalargli ogni problema e gli racconta sempre la sua versione dei fatti) lo divertono e, soprattutto, lo tratta come un figlio. Garrone è un imprenditore sensibilissimo ai bambini con un’infanzia difficile, come dimostra anche il suo impegno benefico per una serie di associazioni, e quindi la storia personale di Cassano riesce a toccarlo da vicino. Quindi, la scelta di Garrone è tutta per Cassano. Così come era stata per Cassano il giorno dei fischi a Fantantonio di alcuni tifosi contro il Bari: «Roba da ominicchi» sentenziò il presidente.
La scena successiva è a Marassi. Quando lo speaker annuncia il nome di Gigi Del Neri, dalla gradinata doriana partono raffiche di fischi. E, anche a fine partita, nonostante i sei punti in due partite senza di lui, si replica. Il tecnico lascia il campo a testa bassa, Marotta spiega che «in questo momento c’è tensione fra Antonio e l’allenatore, ma cercheremo di ricomporre tutto», Garrone si dice «soddisfatto, ma non troppo» della vittoria e Del Neri non parla del numero 99: «Ne parliamo da due settimane, oggi parlo di chi gioca. Cassano spero di utilizzarlo un domani, per l’eventuale rush finale». Ma il tecnico è scuro in volto: «Sono amareggiato. Perché? Sono amareggiato per i fatti miei, diciamo così che è meglio... E ai tifosi dico che devono stare tranquilli, mi avranno qua sino a fine maggio». Non è finita.