«Resto alla Juve. E smetto fra tre anni»

Gian Piero Scevola

Tutto quello che avreste voluto sapere su Fabio Capello, ma che non avete mai osato chiedergli. In un’intervista apparsa sul Corriere dello Sport, il tecnico bianconero si apre come forse mai aveva fatto nel passato rivelando la sua verità sul rapporto con la Juve di oggi ma anche con quella del futuro, sul Real, su Del Piero, su Ballack, sul sogno proibito Messi, sull’Inghilterra e sulla nazionale. Un Capello a tutto campo che parte da una certezza: «Resterò a Torino fino al 2007, scadenza del contratto con la Juventus e sono convinto che resteranno anche Bettega, Moggi e soprattutto Giraudo. Quando sono arrivato non pensavo di vincere così. Vista da dentro questa società è un’altra cosa. Non nego ciò che dissi in passato, ma in parte mi sono ricreduto: qui c’è una filosofia vincente».
E poi andrà al Real? «A Madrid si dicono tante cose che mi fanno piacere perché fa piacere essere apprezzati. Però mi attira l’Inghilterra, la spiritualità e l’agonismo che lì accompagnano il calcio sono un’esperienza che mi piacerebbe vivere». Decisamente contrario alla nazionale Capello: «Non m’intriga, soprattutto perché mi mancherebbe la continuità del lavoro e del campo. Mi piacerebbe fare un mondiale, un mese e mezzo e via». E visto che si parla del futuro, Capello cala il carico da novanta: «Comunque vada, tra tre anni smetto con la panchina. È una regola che mi sono imposto, voglio godere il mio tempo e viaggiare molto. Resterò nel calcio, ma mai più in panchina». Sarà contento Del Piero che con il tecnico ha un rapporto abbastanza tormentato, ma sono sorprendenti le attestazioni di stima per Alex: «Del Piero per me è una ragione d’imbarazzo perché a volte lasciarlo fuori è imbarazzante. Poi prevale in me il professionista e non esito a mandarlo in panchina. È un giocatore di altissimo livello che ha meritato il record per quello che ha fatto negli anni e per l’intensità con la quale ha lavorato. Il nostro è un rapporto leale».
Ma Capello è felice in particolare per essere riuscito a recuperare Mutu («L’uomo prima del calciatore e ne sono orgoglioso»), crede in Vieira («È un ragazzo straordinario e sta tornando al top») e stravede per Ibrahimovic («Un giocatore unico per talento, potenza, velocità). Anche se il sogno proibito è l’argentino del Barcellona, Messi: «È lui l’uomo del futuro, formidabile in tutto e personalità da vendere. A 18 anni non avevo mai visto uno così. In agosto, quando lo vidi durante l’amichevole col Barça, ebbi una scossa. Lo chiesi in prestito a Rijkaard, che mi rispose con un bel no».
Negativo invece sul mercato di gennaio: «Difficile migliorare questa squadra, la Juve non farà acquisti. Ballack? Può servire alla causa, è un giocatore buonissimo, come anche Joaquin». Sulle priorità Capello non ha dubbi: «Voglio vincere tutto, anche la coppa Italia, ma al primo posto c’è la Champions. E in campionato, fanno bene Ancelotti e Mancini a credere nella rimonta, anch’io lo farei al posto loro. Ma non è detto, come ipotizzato da qualcuno, che la Juve abbia una flessione come l’anno scorso».
Un errore? «Il mio ritorno al Milan». Un ringraziamento? «A Berlusconi, mi ha consegnato l’auto con la quale partire verso la carriera». Maestri? «GB Fabbri, Helenio Herrera e Liedholm». A chi il titolo in Germania? «L’attacco è formidabile, ma c’è anche la difesa, tutto dipende da quella». Vieri e Cassano all’estero? «Hanno fatto bene, la voglia di mondiale è tanta».