Il restyling dell’ippica: il Totip va in pensione scende in campo il «V7»

Si avrà in giornata un quadro esauriente sull’assegnazione delle nuove 3mila licenze ippiche con particolare riguardo alle 329 agenzie storiche che da sole fatturano circa il 50% della raccolta complessiva. Di qui la loro importanza con tanto di «querelle» andata avanti per anni in ambito nazionale e internazionale. Alle 10 di stamani comincerà l’apertura delle buste «B» contenenti l’offerta economica presentata dai partecipanti al bando: curioso che l’appuntamento, rigorosamente permesso a un solo rappresentante per ciascuno dei 111 soggetti ammessi alla gara, si svolga in via della Luce. Un nome, un auspicio.
Il bando avrà probabilmente un’appendice perché, in base alle offerte giunte ai Monopoli di Stato, molte licenze resteranno inevase, all’incirca la metà. E la stima è per difetto. L’interesse è rivolto quasi integralmente alle agenzie ippiche storiche che hanno potuto continuare la raccolta, e lo potranno fare fino a domani sera, grazie all’intervento del Tar del Lazio. Poi si cambierà registro con buona pace della Commissione europea che aveva contestato la proroga delle concessioni avvenuta a suo tempo senza bando. In realtà le novità dovrebbero essere contenute perché la grande parte dei vecchi concessionari ha partecipato alla gara con la ferma speranza di mantenere la licenza. Minima quindi si prospetta la distinzione fra forma e sostanza. Quel che conta per l’ippica è che non ci siano interruzioni nell’esercizio delle agenzie per evitare contraccolpi al sistema nella raccolta delle scommesse.
A distanza di mesi dovrebbe partire la scommessa ippica a totalizzatore, denominata V7, che sostituisce il Totip di antica memoria. Verrebbe la pena di dire e scrivere: finalmente. Il gioco è rimasto a lungo in stand by, in quanto ritenuto scarsamente competitivo, a causa del regime fiscale che limitava il montepremi al 50% del movimento: troppo poco per suscitare l’interesse degli scommettitori. La situazione è cambiato grazie al decreto sull’Abruzzo che ha ridotto l’aliquota fiscale e la quota per l’Unire mentre ha innalzato il montepremi al 65%. Accontentiamoci anche se si poteva arrivare al 75% per rendere davvero accattivante la V7 come avviene in Svezia. Il gioco si basa su 7 corse e premia chi indovina i cavalli vincenti.
L’Unire ha accolto con favore l’apertura del governo: «Siamo molto soddisfatti che le nostre richieste siano state rispettate. La V7 ha sollevato molte speranze, è parte integrante del piano di rilancio dell'ippica, anzi ne è una parte essenziale. La richiesta di abbassare l'aliquota era stata avanzata già da diversi mesi, ma solo un intervento politico poteva sbloccare la situazione», ha dichiarato il suo portavoce Gianguido Cellitti ad Agicos. È presto per dire quando la nuova scommessa al totalizzatore avrà inizio, serve un decreto attuativo di Aams che non dovrebbe farsi attendere. Allo studio anche la possibilità di portare il Quintè da bisettimanale a giornaliero: «Si tratta di un progetto in fase di valutazione, a decidere potrebbero essere gli scommettitori con un sondaggio», ha rivelato il segretario dell’Unire, Acciai. L’ippica comincia a intravedere un po’ di luce.