Resurrezione

Insomma, dell’avvenimento fondamentale della storia umana non abbiamo uno straccio di prova. Sicuro? Be’, per gli ebrei del tempo tre giorni era il periodo legale in cui un morto era certamente morto (per questo Gesù aveva aspettato quattro giorni, dopo la notizia del decesso di Lazzaro, per muoversi alla sua volta). Il Risorto, poi, sembrò farlo apposta a farsi vedere da donne: lo sapeva che la loro testimonianza non aveva valore giuridico. E anche i suoi discepoli non è che fossero noti come persone particolarmente religiose. Per giunta, uno aveva venduto il suo Rabbi e si era suicidato. Gli altri, pescatori in genere. Sepolto alla chetichella, il cadavere neanche lavato per la fretta. Quelli che non erano scappati, naturalmente. E poi, tutti nascosti, tappati in casa per paura di fare la stessa fine. Epperò, qualcuno dovrà spiegare come mai, da un giorno all’altro, il cristianesimo esplode, così, di colpo, arrivando in pochi mesi perfino a Roma. Come mai quei conigli del giorno prima diventano leoni l’indomani? Com’è che un Pietro, che non aveva esitato a giurare sul suo onore di non aver mai conosciuto quel Gesù, reiterando tre volte il diniego, addirittura di fronte a una sguattera, d’un tratto affronta frustate e crocifissione, mettendosi perfino ad arringare la folla dal terrazzo? Quelli che amano attenersi ai “fatti” della storia, spieghino questo, di fatto. Da quattro gatti palestinesi parte un movimento di gente che per secoli si farà ammazzare nei modi più efferati, pur di testimoniare la Resurrezione. E in solo tre secoli conquista tutto il mondo conosciuto.