Retata antipedofili: sono 53 gli indagati

Perquisizioni in tutta Italia a carico degli indagati dell'operazione Max. I pedofili, che si scambiavano materiale via internet, sono stati scoperti dopo il ritrovamento di un video di una bimba dalla polizia tedesca: scaricato 2.600 volte in 14 ore

Catania - Pedofili via internet. Una rete estesa tra Italia e Germania. La polizia postale e delle comunicazioni di Catania sta eseguendo perquisizioni in 31 città d’Italia nei confronti di 53 persone indagate nell’ambito di un’operazione internazionale di contrasto della pedofilia su internet, denominata Max. Migliaia sono i soggetti sospettati identificati all’estero in collaborazione con la polizia tedesca, di cui alcuni alcuni hanno ammesso le loro responsabilità. Tra gli indagati ci sarebbero anche tre uomini che in passato erano stati denunciati con lo stesso capo d’imputazione. L'operazione ha preso l’avvio dopo la scoperta su Internet, tramite un provider operante in Germania, di un filmato di una bambina di 5-6 anni vittima di abusi e di altri tre piccoli, di 7, 10 e 11 anni, di diversa nazionalità. Il video della bimba, di carnagione scura, è stato scaricato 2.600 volte in 14 ore, da utenti di tutto il mondo. Dagli indirizzi Ip (lasciati dai pc sul server che conteneva il filmato) la polizia è riuscita a risalire ai 53 italiani "perquisiti" oggi.

Gli arrestati Due gli arresti nell'ambito dell'operazione Max. A Roma e a Catania. Nelle abitazioni dei due uomini gli agenti della polizia postale hanno trovato centinaia di file pedopornografici che hanno fatto scattare la flagranza e l’arresto. L'uomo arrestato a Roma ha 42 anni. Il secondo è un giovane disoccupato di 28 anni, diplomato perito elettronico che vive con i genitori. Gli investigatori l'hanno sorpreso mentre divulgava un filmato con un programma di file-sharing: oltre che di detenzione di materiale pedopornografico, dovrà rispondere della sua divulgazione. 

Collaborazione con la polizia tedesca L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto di Catania Giuseppe Gennaro e dal sostituto Giancarlo Cascino, che hanno emesso i decreti di perquisizione. Le investigazioni sono state compiute dalla polizia postale di Catania con il coordinamento del Servizio centrale polizia delle comunicazioni di Roma e dell’Interpol, e si sono avvalse della collaborazione della polizia tedesca. Le città interessate dalle perquisizioni sono: Alessandria, Asti, Bari, Brescia, Bergamo, Campobasso, Catania, Como, Ferrara, Firenze, Macerata, Messina, Milano, Modena, Napoli, Novara, Palermo, Parma, Perugia, Pescara, Pisa, Pistoia, Roma, Reggio Emilia, Siracusa, Trapani, Trento, Treviso, Venezia e Verona.