Retata tra «scissionisti», boss cade dal balcone

Carmine Spadafora

da Napoli

Le volanti della questura sono arrivate coi lampeggianti spenti quando era ancora l'alba nel cuore del rione Sanità, teatro di una faida che ha provocato in cinque mesi 9 morti e tre feriti. In pochi minuti decine di edifici sono stati circondati e chiusi come in una morsa, da trecento poliziotti. Salvatore Torino, il capo degli «scissionisti» che da sei mesi guida il suo esercito di malavitosi, contro l'ex alleato, Giuseppe Misso, ha tentato il tutto per tutto, pur di sfuggire agli agenti della Sezione omicidi. Torino, detto «Toriello o’ gassusaro», ha cercato la fuga attraverso un balcone ma ha perso l'equilibrio e si è schiantato su una tettoia di plastica. È andata bene al boss, che ha riportato solo una contusione al femore e un lesione alla testa. Undici indagati sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria mentre sei ricercati sono riusciti a salvarsi, almeno per il momento, dal carcere. Le accuse sono di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni e detenzione illegale di armi. Alla cattura è invece sfuggito il figlio del capo degli «scissionisti» Nicola Torino, 27 anni. Cautamente ottimista, il pm della Direzione distrettuale antimafia, Raffaele Marino: «Magari cambiasse qualcosa con questi arresti, che comunque rappresentano un colpo importante nell'ambito della faida».